Istat: 90 anni di impegno e innovazione, mostra al Vittoriano

Istat: 90 anni di impegno e innovazione, mostra al Vittoriano

Roma - Novanta anni di impegno e innovazione, di lavoro guardando al futuro, di osservazione dell'Italia e di ricerche e analisi per offrire strumenti per governare il futuro dell'economia e della società: tutto questo è raccontato nella mostra "Istat.Da 90 anni connessi al Paese", inaugurata al Vittoriano dal presidente dell'Istituto di statistica Giorgio Alleva, dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e dal vicesindaco di Roma Daniele Frongia

Nell'anno in cui l'Istat celebra il novantesimo anniversario dalla sua fondazione, l'esposizione ripercorre le principali tappe della storia dell'Istituto e quelle del Paese, proprio a partire dal 1926.

"Raccontiamo - spiega Alleva - che siamo stati al passo con i tempi. Novanta anni portati bene, testimoni dei grandi cambiamenti. Ora abbiamo avviato un programma di modernizzazione dei processi di produzione dell'informazione statistica molto impegnativo, coniugando fonti diverse, dati amministrativi, indagini e big data. Il bilancio di quasi un secolo di attività non deve indurci a sottovalutare la complessità del presente e l'entità delle sfide che si profilano all'orizzonte. Abbiamo portato i macchinari originali che testimoniano i grandi cambiamenti che ci sono stai". Sono esposti infatti, rari macchinari, alcuni risalenti al periodo precedente l'informatizzazione, utilizzati per la produzione statistica. Tra gli altri l'Arithmometer, il primo calcolatore meccanico digitale sufficientemente affidabile da essere usato in ufficio, e il Comptometer, la prima calcolatrice industriale (prodotta dal 1887 al 1970) con la tastiera per l'immissione dei dati.

"Spero che si trovi in futuro - sottolinea Franceschini - un luogo dove rendere permanente una parte di questa esposizione". La mostra, che si svolge nel Monumento a Vittorio Emanuele II, uno dei siti gestiti dal Polo Museale del Lazio, è strutturata in un percorso che si snoda su due livelli narrativi paralleli.
Apre il percorso un video che illustra sinteticamente la storia dei novant'anni dell'Istat: dalla prima presidenza affidata alla personalita' di Corrado Gini, cui si deve il noto indice per la misura della disuguaglianza nella distribuzione del reddito, fino a quella odierna di Alleva.

Al primo piano della Sala Zanardelli, i visitatori possono seguire un itinerario (La storia dell'Istat) dedicato all'attività dell'Istituto attraverso materiali d'archivio che illustrano non solo gli eventi salienti della vita dell'ente ma anche le innovazioni e i cambiamenti metodologici e tecnologici che nel corso del tempo hanno caratterizzato i censimenti, le rilevazioni, la raccolta, l'elaborazione, la diffusione e la comunicazione dei dati. La sezione è arricchita dall'esposizione di volumi di pregio (Atlanti e Annuari statistici) fin dagli anni immediatamente successivi alla fondazione dell'Istat, di documenti selezionati dall'Archivio storico dell'Istituto, dall'Archivio Centrale dello Stato e dell'Università la Sapienza.

Ed è qui che si trovano i macchinari originali utilizzati per la produzione statistica. A chiudere il percorso è un video su come si realizza fase dopo fase una rilevazione statistica. Il secondo itinerario della mostra (Narrare il Paese) e' caratterizzato da grandi pannelli con foto di contesto, video, grafici e infografiche, che sintetizzano momenti significativi degli ultimi 90 anni della storia dell'Italia attraverso la chiave di lettura di sei diverse generazioni. La prima è quella della Ricostruzione del secondo dopoguerra; seguono le due generazioni del baby boom: quella dell'Impegno, protagonista delle grandi battaglie e trasformazioni culturali degli anni Settanta, e quella dell'Identita', chiamata cosi per il forte senso di appartenenza politica che ha caratterizzato le scelte di molti giovani di quegli anni e la realizzazione di obiettivi strettamente personali perseguita invece da altri coetanei.

La generazione di Transizione segna invece il passaggio tra il secolo scorso e quello in corso. Il panorama si chiude con altre due generazioni, in ordine cronologico quella del Millennio e quella delle Reti. Se la prima è la generazione dell'euro e della cittadinanza europea, la seconda è costituita da coloro che sono nati e cresciuti nell'era di Internet, i cosiddetti nativi digitali "sempre connessi". A condurre il visitatore in questa sezione sono quattro donne nate in differenti periodi storici: Maria, Anna, Francesca e Giulia; un espediente narrativo che consente di far vedere come la statistica sia in grado da raccontare storie e percorsi in cui è possibile riconoscersi anche individualmente.

La mostra, con ingresso gratuito, resta aperta dal 20 ottobre al 7 gennaio, tutti i giorni, dalle 9.30 alle19. (AGI)