Ilva: Renzi incontra a Taranto rappresentanti dei lavoratori

(AGI) - Taranto, 13 set. - Con una visita non attesa,annunciata solo nel pomeriggio di ieri, oggi in Puglia ilpremier Matteo Renzi affrontera' il caso dell'Ilva, dopo esserestato nelle zone del Gargano colpite dal maltempo, e prima direcarsi a Bari ad inaugurare la Fiera del Levante. E lo fara'con una visita alle 12.30 nella Prefettura di Taranto. Gia' neimesi scorsi Renzi aveva annunciato che sarebbe venuto a Tarantoproprio per il caso Ilva, ma in vari ambienti non si pensavache potesse avvenire. Ne prende atto anche l'Unione sindacaledi base che aveva programmato

(AGI) - Taranto, 13 set. - Con una visita non attesa,annunciata solo nel pomeriggio di ieri, oggi in Puglia ilpremier Matteo Renzi affrontera' il caso dell'Ilva, dopo esserestato nelle zone del Gargano colpite dal maltempo, e prima direcarsi a Bari ad inaugurare la Fiera del Levante. E lo fara'con una visita alle 12.30 nella Prefettura di Taranto. Gia' neimesi scorsi Renzi aveva annunciato che sarebbe venuto a Tarantoproprio per il caso Ilva, ma in vari ambienti non si pensavache potesse avvenire. Ne prende atto anche l'Unione sindacaledi base che aveva programmato per oggi sia uno sciopero deilavoratori Ilva diretti e indiretti (l'appalto), che unpresidio di protesta a Bari. Adesso l'Usb conferma lo scioperoodierno di 24 ore ma revoca la manifestazione a Bari.Lavoratori e delegati Usb saranno infatti stamattina sotto laPrefettura di Taranto ad attendere Renzi. Manifestano invecedisappunto i Verdi di Taranto perche', allo stato, non e'previsto che il premier incontri una delegazione di pediatri diTaranto che nei giorni scorsi hanno chiesto di incontrarloper parlargli delle conseguenze che l'inquinamento causa allasalute dei bambini. Come gia' i suoi predecessori Mario Monti ed Enrico Letta,anche il Governo Renzi ha dovuto misurarsi con la questionedell'Ilva di Taranto, una delle piu' importanti emergenzeindustriali del Paese. Solo un paio di anni addietro sembravaimminente il rischio di chiusura dell'azienda a seguito deiripetuti interventi e dei sequestri di impianti da parte dellaMagistratura per i reati ambientali "consumati" nella fabbricadell'acciaio, ma oggi comunque bisogna fare i conti conun'attivita' industriale in forte crisi, senza liquidita', conun immane risanamento ambientale da affrontare e con unavvenire di mercato e di governance quanto mai incerto. Laprima mossa che il Governo Renzi ha fatto per l'Ilva e'consistita nel cambio del commissario dell'azienda: via EnricoBondi, nominato da Letta a giugno 2013, al suo posto PieroGnudi, ex ministro del Governo Monti ed ex presidentedell'Enel. Il cambio del commissario da parte di Renzi ha riguardatoanche il cambio di mission per la funzione commissariale.Infatti se Bondi lavorava ad un piano industriale ed ad unafase di transizione dell'azienda dalla gestione commissarialead un nuovo assetto proprietario (oggi l'azienda fa capo quasiinteramente alla famiglia Riva), Gnudi ha subito operato concentrandosi su due priorita': alleviare la crisi diliquidita' dell'Ilva, cercando il prestito ponte dalle banche,e individuare un nuovo proprietario. Come gia' Monti e Letta,anche il Governo Renzi ha dovuto varare un altro provvedimentoad hoc per l'Ilva prevedendo la prededuzione per il prestitoponte, una garanzia per le banche per metterle al riparo incaso di fallimento dell'Ilva. Il prestito ponte e' il primoobiettivo centrato dalla gestione Gnudi. Nei giorni scorsi,infatti, il commissario dell'Ilva ha chiuso l'accordo concinque banche per ottenere 250 milioni di euro (a luglio neaveva pero' chiesti 650) divisi in due tranche di pari entita'.Grazie a queste risorse, l'azienda ieri ha pagato sia lostipendio di agosto che i premi contrattuali in scadenza aipropri dipendenti. Intanto, il ministero dello Sviluppoeconomico sta copmpletando l'iter tecnico sulla prededuzione,visto che l'ultima normativa prevede che il Mise dia l'assensoper i finanziamenti bancari che riguardano l'esercizio e ilministero dell'Ambiente quello per le somme destinate ai lavoriambientali. Gle effeti del prestito ponte sono attesi anche daConfindustria Taranto e dalle aziende dell'appalto siderurgico.Nelle scorse settimane Confindustria Taranto ha piu' voltesegnalato la sofferenza economica delle imprese, che senza ipagamenti dell'Ilva spesso non possono nemmeno pagare i propridipendenti, e l'altro ieri, con una nuova lettera e un tweet aRenzi, il presidente dell'associazione industriali, VincenzoCesareo, e' tornato a richiamare la complessiva emergenzaTaranto dove la questione Ilva ha appunto un pesopreponderante. Sul fronte della vendita dell'azienda, ildossier Ilva e' allo studio del gruppo franco indiano ArcelorMittal e del gruppo Indiano Jindal, che in Italia si e' gia'fatto avanti per la Lucchini di Piombino. Arcelor Mittal pero'e' piu' avanti nell'esame, ha inviato per due volte nei mesiscorsi i suoi tecnici a Taranto, e si e' impegnato a presentareentro fine mese il suo piano industriale per l'Ilva.Risanamento ambientale, tutela dei posti di lavoro e dellaproduzione sono i paletti che, in vista di una possibilecessione, hanno gia' posto i sindacati e il Governo. E' infattidiffuso tra lavoratori e sindacati il timore che il cambio diproprieta' dell'Ilva porti ad un generale ridimensionamento, diposti di lavoro soprattutto, sinora salvati da ogni bufera(11mila sono i dipendenti diretti dell'Ilva a Taranto). Il nuovo management dell'azienda - Gnudi, nelle scorsesettimane ha effettuato una serie di nomine - e' intantoconcentrato nella gestione dell'attuale, difficile fase.Roberto Renon, nuovo managing director dell'azienda, il numero2 dell'Ilva, ha detto: "insieme alla sicurezza sul lavoro eall'assetto produttivo e commerciale dell'azienda vogliamoricavare reddito dai prodotti, vogliamo dimostrare che ilsiderurgico di Taranto e' uno stabilimento efficiente e dirilievo industriale". (AGI).