Il diverso scenario della Bri

di Geminello Alvi

(AGI) - Roma, 14 lug. - "I mercati sembrano consideraresolamente uno specchio molto meschino di esiti potenziali. Sisono convinti che le condizioni monetarie resteranno faciliancora per lungo tempo e potrebbero prendersi piu' fiducia diquella che le banche centrali vogliono dargli". A dirlo alTelegraph e' Jaime Caruana della Bri di Basilea, delineando unquadro nel quale l'economia mondiale appare per certi versipiu' vulnerabile che nel 2007. I livelli di debito sonocresciuti al 275% del prodotto lordo nelle economie sviluppate,gli spread sono diventati sottilissimi e le societa's'indebitano massicciamente nel buy

Il diverso scenario della Bri

di Geminello Alvi

(AGI) - Roma, 14 lug. - "I mercati sembrano consideraresolamente uno specchio molto meschino di esiti potenziali. Sisono convinti che le condizioni monetarie resteranno faciliancora per lungo tempo e potrebbero prendersi piu' fiducia diquella che le banche centrali vogliono dargli". A dirlo alTelegraph e' Jaime Caruana della Bri di Basilea, delineando unquadro nel quale l'economia mondiale appare per certi versipiu' vulnerabile che nel 2007. I livelli di debito sonocresciuti al 275% del prodotto lordo nelle economie sviluppate,gli spread sono diventati sottilissimi e le societa's'indebitano massicciamente nel buy back. E intanto pure Cina,Brasile, Turchia e altri emergenti hanno aumentato il loroindebitamento rispetto al 2007, e a tassi reali infimi. Certoil debito totale risulta adesso meglio distribuito. Tuttaviasono aumentati l'euforia e il nervosismo dei mercati. Malgradouna crescita insignificante i mercati azionari europei sonocosi' cresciuti del 15% in un anno: "Ovunque e' difficileevitare il senso di enigmatica disconnessione tra il buonumoredei mercati e i sottostanti sviluppi economici globali"aggiunge Caruana. E il quadro si completerebbe aggiungendo idubbi di non pochi analisti circa la possibilita' cinese dievitare un hard landing. Dubbi certo leniti dai 4 trilioni diriserve, ma non risolti considerando per esempio il precedentedel Giappone negli Anni '80. Da notare nell'articolo anche ilriferimento al prekeynesiano Wicksell e al suo tasso diinteresse naturale, assai pericoloso da forzare in un senso onell'altro. E si completerebbe in tal senso pure dottrinalmentecon questo riferimento quello che seppure con cautela pare unrichiamo alle banche centrali: "C'e' qualcosa di strano circail fatto di combattere il debito incentivando piu debiti". Laripresa degli Usa dovrebbe quindi risultare non tanto laconferma dell'efficacia incondizionata di una politicaespansiva, ma piuttosto dell'effettiva ripulitura dei bilancibancari e dell'aver cosi' sbloccato risorse per nuovetecnologie. E Caruana pare scostarsi dal coro anche circa irischi deflattivi: "Non dobbiamo esagerare il ruolo delladeflazione nella storia." Ma bisogna osservare che qui ildiscorso a completarlo davvero si complicherebbe e proprio leidee di Wicksell non permetterebbe di essere adesso cosi'ottimisti a riguardo.