Il commercio resta in crisi, ogni giorni spariscono 30 negozi

(AGI) - Roma, 8 ott. - I consumi interni ripartono, seppurelentamente, ma la crisi del commercio non si arresta. Nei primi8 mesi del 2015 sono sparite, tra negozi e pubblici esercizi,circa 30 imprese al giorno e i locali commerciali sfitti permancanza di un'impresa operativa sono ormai oltre 627mila,quasi il 25% del totale disponibile, con valori percentuali chein alcune periferie sfiorano il 40%. A stimarlo e'Confesercenti, sulla base delle rilevazioni delle imprese diintermediazione immobiliare. Dal 2012 ad oggi - riferisce laconfederazione - sono state oltre 300mila le imprese che hannocessato l'attivita'.

(AGI) - Roma, 8 ott. - I consumi interni ripartono, seppurelentamente, ma la crisi del commercio non si arresta. Nei primi8 mesi del 2015 sono sparite, tra negozi e pubblici esercizi,circa 30 imprese al giorno e i locali commerciali sfitti permancanza di un'impresa operativa sono ormai oltre 627mila,quasi il 25% del totale disponibile, con valori percentuali chein alcune periferie sfiorano il 40%. A stimarlo e'Confesercenti, sulla base delle rilevazioni delle imprese diintermediazione immobiliare. Dal 2012 ad oggi - riferisce laconfederazione - sono state oltre 300mila le imprese che hannocessato l'attivita'. La desertificazione colpisce ilterritorio con una diffusione a macchia di leopardo, ma e'generalmente piu' evidente nei piccoli centri e nelle zoneperiferiche delle grandi citta', dove ormai si trovano serrandecalate anche nei centri commerciali. Il piu' alto numero dinegozi sfitti si trova nelle regioni a maggiore densita' dilocali ad uso commerciale: Lombardia, (oltre 82mila) Campania(quasi 70mila) e Lazio (circa 62mila). Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio Confesercentisulla natimortalita' delle imprese, tra gennaio ed agosto 2015vi e' stato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di2.141pubblici esercizi e di 5.342 negozi; particolarmente gravela situazione a Roma, dove hanno cessato l'attivita' 1.607imprese di commercio al dettaglio (contro 609 avvii). A Milanole cessazioni sono state 626 e a Torino 602. "La crisi economica, le liberalizzazioni e gli affitti che,soprattutto nelle aree di pregio commerciale, sono sempre piu'elevati, stanno svuotando le citta' di negozi", dichiara ilpresidente di Confesercenti Massimo Vivoli. "I segnali dellaresa delle botteghe sono ben visibili nelle migliaia disaracinesche abbassate che si affacciano su strade che erano ilregno dello shopping, ma che ora sono sempre piu' deserte esempre meno sicure". (AGI)