Grecia: Cgil-Cisl-Uil, fare ogni sforzo perche' resti in Ue

(AGI) - Roma, 4 lug. - "Occorre far convergere tutti gli sforziper rafforzare la permanenza della Grecia nell'Unione,consentendo una ristrutturazione del debito con tempi piu'flessibili cosi da consentire e ristabilirne un percorso dicrescita sostenibile". E' quanto affermano in una dichiarazionecongiunta i leader di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso,Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo. I tre segretari "nell'esprimere vicinanza ai lavoratori eal popolo Greco, chiedono a tutti i leader politici di trovareuna via di uscita alla crisi in linea con lo spiritodell'integrazione europea basata su solidarieta',interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche" e di

(AGI) - Roma, 4 lug. - "Occorre far convergere tutti gli sforziper rafforzare la permanenza della Grecia nell'Unione,consentendo una ristrutturazione del debito con tempi piu'flessibili cosi da consentire e ristabilirne un percorso dicrescita sostenibile". E' quanto affermano in una dichiarazionecongiunta i leader di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso,Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo. I tre segretari "nell'esprimere vicinanza ai lavoratori eal popolo Greco, chiedono a tutti i leader politici di trovareuna via di uscita alla crisi in linea con lo spiritodell'integrazione europea basata su solidarieta',interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche" e ditrovare "una soluzione bilanciata" che non scarichi tutti icosti su lavoratori, pensionati e famiglie. "L'Europa staattraversando una delle fasi piu' critiche e regressive dellasua storia - sottolineano Camusso, Furlan e Barbagallo - adispetto dei recenti segnali di ripresa, l'andamentodell'economia e dell'occupazione nell'Eurozona e dell'Unionenel suo complesso resta deludente a causa della bassa domanda edei persistenti impedimenti strutturali. Tuttavia e' lamancanza di una reale integrazione politica ed economica adeterminarne in maniera preponderante la grave situazioneeconomica e sociale". Secondo i sindacati, "la vicenda greca e' emblematica ed e'frutto di tali debolezze che si ripercuotono inesorabilmentesulla sua dimensione sociale. Le misure di austerita' non solonon solo riuscite a far ripartire la crescita ma hannocontribuito a creare una crisi occupazionale ma soprattuttosociale ed umanitaria, scaricando gli oneri di aggiustamentomaggiori su famiglie, lavoratori e pensionati, facendo cosi'precipitare tutti i principali indicatori sociali (con livellidi poverta' prossimi al 40%, indebolimento della sanita'pubblica, aumento delle problematiche legate alla nutrizioneinfantile ed altre preoccupanti implicazioni)". Cgil, Cisl e Uil chiedono ai leader politici "un cambio dipasso volto all'assunzione di decisioni che tutelino gliinteressi dei lavoratori e cittadini europei nello spiritooriginario del progetto europeo". Per Camusso, Furlan eBarbagallo, "occorre ripartire da una genuina politica europeain grado di farne riemergere i valori costitutivi, fondativi einclusivi, promuovendone il modello sociale il quale,attraverso il contributo delle Parti sociali, e' la via maestraper assicurare crescita e coesione sociale; da una politicaeuropea che veda nella dimensione sociale un investimento, unpilastro della sua esistenza e volano di sviluppo; da unapolitica sociale fortemente integrata con quella di sviluppoche sia attenta alle fasce piu' vulnerabili della popolazioneche sono le piu' colpite dagli squilibri e che partendo dallaqualita' del lavoro faccia leva su fattori genuini dicompetitivita' come ricerca, innovazione, infrastrutture,politiche industriali e capitale umano". Cgil, Cisl e Uil ribadiscono quindi come "solidarieta',equita', giustizia sociale, crescita e sviluppo nei vari Statipotranno essere raggiunti solo in una prospettiva di massimaintegrazione delle politiche, di cambio degli approccimacroeconomici, e di misure che favoriscano la fiducia deicittadini nel progetto europeo che solo un cammino Federale e'in grado di assicurare. Per tali ragioni - concludono - e'necessario rilanciare una visone europea che vada oltre itecnicismi e parametri e faccia compiere all'Unione ilnecessario salto di qualita' passando da regole comuni eistituzioni comuni per migliorarne il contesto interno ecompetere come modello sostenibile di sviluppo a livellointernazionale". .