Google ci dirà quanto spendono i politici in pubblicità elettorali

Trasparenza sulla pubblicità, guide per gli elettori e fact checking. I tre passi di Google in vista delle elezioni europee del prossimo maggio

Google ci dirà quanto spendono i politici in pubblicità elettorali
 (Afp)
 Parlamento italiano

Più trasparenza sulla pubblicità, guide per gli elettori e fact checking con i giornalisti. Sono i tre passi di Google in vista delle elezioni europee del prossimo maggio. Lo afferma la compagnia sul suo blog ufficiale. Ci saranno anche un registro sulle spese dei partiti in pubblicità e “programmi per aiutare le persone a ottenere le informazioni di cui hanno bisogno”. Già in passato, strumenti simili sono stati utilizzati in altre elezioni, come ad esempio in Germania. Adesso si espandono a tutto il continente.

Chi e quanto paga

Tanto per cominciare, saranno fornite maggiori informazioni sugli annunci elettorali: “È necessario” che ci sia “chiarezza”. Gli elettori devono capire immediatamente se il messaggio di un partito politico o di un candidato sono pubblicità a pagamento”. Google introdurrà “una nuova procedura” per verificare l'identità degli inserzionisti, in modo tale da limitare interferenze esterne. Il motore di ricerca creerà poi un archivio pubblico per far sapere chi e quanto spende. E produrrà un “Rapporto europeo sulla trasparenza degli annunci elettorali”. “Il nostro obiettivo è rendere queste informazioni il più accessibili e utili possibile a cittadini, professionisti e ricercatori”.

I programmi per la sicurezza

Oltre alla questione trasparenza, c'è quella della sicurezza. Mountain View continuerà a investire per proteggere le proprie piattaforme, ampliando “la collaborazione con responsabili delle campagne elettorali, politici, giornalisti e organizzazioni per la tutela dei diritti umani nell'Unione europea”. Il gruppo sta offrendo “formazione sulla sicurezza ai gruppi più vulnerabili ed esposti agli attacchi di phishing (cioè alle esche inviate via mail per ingannare gli utenti). Saranno inclusi nell'Advanced Protection Program e nel Project Shield: riceveranno, in sostanza, protezioni più forti e il supporto di Google.

Verifica delle notizie

Saranno messe in evidenza informazioni da fonti “autorevoli”. Nei prossimi mesi, Google News Lab (la divisione creata per collaborare con i giornalisti) intensificherà il dialogo con le redazioni per un costante fact checking e offrirà corsi di formazione per segnalare strumenti tecnologici che potrebbero tornare utili nella verifica delle notizie. Maggiori dettagli, afferma Google, arriveranno nei prossimi mesi. Le iniziative, sottolinea, sono e saranno sviluppate in conformità con il Code of Practice on Disinformation, un documento firmato dalle grandi piattaforme per certificare il loro impegno contro disinformazione e fake news.  



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