Giovani, solo la Grecia peggio di noi: 2, 5mln senza studio-lavoro

(AGI) - Roma, 18 feb. - Sono circa due milioni e mezzo (26% deltotale) i giovani italiani tra 15 e 29 anni che nel 2013 nonsono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e neppureimpegnati in un'attivita' lavorativa. Lo si legge nel rapportodell'Istat 'Noi Italia'; mentre in Europa, solo la Greciapresenta un'incidenza maggiore (28,9%), mentre Germania eFrancia registrano quote di Neet molto piu' contenute (8,7 e13,8%). Solo il 6,2% degli adulti e' impegnato in attivita'formative contro una media europea del 10,5%. Le performancemigliori sono quelle dei paesi scandinavi. Nel 2013 in

(AGI) - Roma, 18 feb. - Sono circa due milioni e mezzo (26% deltotale) i giovani italiani tra 15 e 29 anni che nel 2013 nonsono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e neppureimpegnati in un'attivita' lavorativa. Lo si legge nel rapportodell'Istat 'Noi Italia'; mentre in Europa, solo la Greciapresenta un'incidenza maggiore (28,9%), mentre Germania eFrancia registrano quote di Neet molto piu' contenute (8,7 e13,8%). Solo il 6,2% degli adulti e' impegnato in attivita'formative contro una media europea del 10,5%. Le performancemigliori sono quelle dei paesi scandinavi. Nel 2013 in Italiarisultano occupate quasi sei persone su dieci in eta' 20-64anni, un tasso di occupazione tra i piu' bassi in Europa. Anchesecondo il rapporto di Caritas Europa uno dei portati piu'drammatici della crisi economica e' "l'esplosione dei 'Neet'",che sono i giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano e nonstudiano. Nei 7 Paesi piu' deboli dell'Unione Europea, questigiovani 'Neet' sono il 18,1 per cento rispetto alla media del13 per cento nei Paesi Ue. L'Italia e' il paese piu'penalizzato dal fenomeno della disoccupazione giovanile cheriguarda il 40 per cento dei lavoratori 15-24 enni. Con untasso di disoccupazione generale del 16,9 per cento rispettoalla media Ue del 10,8 per cento, nei 7 paesi c'e' una evidentetendenza ad una precarizzazione del lavoro, ad una diminuzionedelle ore lavorate, ad un incremento del tasso di lavoro part-time. Nell'Unione a 28 sono piu' di 25 milioni i cittadiniprivi di lavoro (8,4 mln in piu' rispetto al dato precrisi del2008). Le persone piu' colpite sono quelle con bassi livelli diistruzione e i giovani. Aumenta la disoccupazione di "lungoperiodo". In Italia, nel 2013, il tasso di disoccupazionegenerale era inferiore alla media dei sette Paesi deboli (12,2per cento) ma superiore alla media europea. Per Istat il tassodi occupazione dei 55-64enni e' pari al 42,7% (+2,3 puntipercentuali rispetto al 2012), inferiore alla media Ue28(50,1%). L'incidenza del lavoro a termine scende intanto al13,2%, valore sostanzialmente in linea con la media europea mainferiore a Germania, Francia e Spagna. Cresce invece la quotadi occupati a tempo parziale (17,9%) soprattutto a causadell'incremento del part time involontario. Cresce infine ladisoccupazione di lunga durata (oltre 12 mesi), conun'incidenza del 56,4%, sopra una media Ue del 47,5%. Sempresecondo l'Istituto di statistica "il 23,4% delle famiglie vivein una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6milioni di individui", con il 12,4% dei nuclei e' in "gravedifficolta'". Il dato complessivo risulta comunque in calorispetto al 24,9% dell'anno precedente. Il vicepresidente delParlamento europeo, David Sassoli (Pd), rileva: "Il rapportoCaritas Europa consegna dati drammatici sull'aumento dellapoverta' ed evidenzia le responsabilita' degli Stati nazionalisull'insufficienza delle politiche di inclusione sociale esostegno. Un ruolo dell'Europa sara' possibile se gli statimembri trasferiranno i propri poteri all'Unione". (AGI).