Furlan gela Camusso "lo sciopero e' un passo indietro"

(AGI) - Roma - E' maretta in casa sindacale sullosciopero indetto ieri dalla Cgil per il 5 dicembre prossimo.
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(AGI) - Roma, 13 nov. - E' maretta in casa sindacale sullosciopero indetto ieri dalla Cgil per il 5 dicembre prossimo.Dopo la pioggia di critiche per il fatto che la scelta delgiorno fosse 'strategica' in vista del ponte dell'Immacolata,il segretario generale della confederazione di Corso Italia e'tornata sull'argomento osservando: "Davvero ci sarebbe bisognodi un bagno di realta' da parte dei tanti che parlano e pensanoad un mondo nel quale il lavoro sarebbe tutto quantostrutturato tra il lunedi' e il venerdi' e la gente e'entusiasta di preparare le valigie ed andarsene" per il weekend. Ma Cisl e Uil contestano a priori la scelta dello scioperogenerale, non condividendone ne' il merito ne' il metodo."Scoprire che un'organizzazione decide da sola lo sciopero - hadichiarato Anna Maria Furlan segretario generale della Cisl -e' un passo indietro rispetto al dialogo tra le organizzazionisindacali". "Quando si vogliono fare le cose unitariamente - hafatto notare - gli appelli non si lanciano perche' gli altriaderiscano ma per costruire le scelte assieme come si stavafacendo per il pubblico impiego". "L'obiettivo della Cisl - haspiegato Furlan - e' quello di portare a casa tutti i risultatipossibili dal tavolo": "lo sciopero generale - ha sottolineato- e' l'ultimo strumento per ottenere i risultati". "La stradaprivilegiata rimane per noi quella della contrattazione, delconfronto, del dialogo, partendo dai problemi del mondo reale".Furlan ha ricordato quindi che non e' la prima volta che laCgil sciopera da sola e "storicamente la Cisl non ha maiaderito a uno sciopero indetto da un'altra organizzazione". Ladecisione del Cgil non appare quindi, ha concluso, "un modo perunire il mondo del lavoro". Molto critico anche CarmeloBarbagallo: "Dopo la convocazione delle sigle sindacali daparte del governo appare "singolare proclamare lo scioperoprima del tempo". "Noi abbiamo auspicato che il governo facessesentire la propria voce", ha proseguito il leader della Uil. "Eil governo ci ha convocato lunedi' 17 per discutere dellariforma della Pubblica amministrazione e, per quanto ciriguarda, del contratto della Pa". L'intenzione del sindacatoera quella di attendere per "verificare una effettiva volonta'di cambiamento da parte del governo. Prima non ci volevaneanche ascoltare", ha precisato il sindacalista. "Vedremo seci sono i margini di una trattativa per dare risposta apubblico impiego, ai pensionati e per quanto attiene la leggedi stabilita' e il Jobs act. Aspettiamo il 17", ha concluso.(AGI).