Kelimbetov invita Italia, Kazakistan hub finanziario

Kelimbetov invita Italia, Kazakistan hub finanziario
Kelimbetov 

di Titti Giammetta

Astana - L'Italia è uno dei principali partner del Kazakistan e una delle maggiori economie dell'eurozona: il nuovo centro finanziario di Astana (Aifc) puo' rappresentare per imprese e investitori un "hub" fondamentale, ponte per tutta la finanza dell'Eurasia. A parlare è Kairat Kelimbetov, ex governatore della Banca centrale del Kazakistan, attualmente presidente dell'Astana international financial center, la nuova struttura voluta dal presidente kazako Nursultan Nazarbayev per attrarre investimenti nel Paese e contrastare la congiuntura economica negativa. "I principali partner commerciali del Paese", ha detto Kelimbetov in un'intervista all'AGI alla vigilia dell'apertura dell'Astana Economic Forum, "sono Russia, Cina, Germania, Usa e Italia. Il Kazakistan ha il vantaggio di essere nell'Unione economica eurasiatica che include Armenia, Bielorussia Kirghizistan, oltre ad Astana e Mosca. Credo quindi che gli investimenti nel nostro Paese rappresentino una porta di ingresso all'intera comunità eurasiatica, una buona piattaforma per gli investitori europei e italiani interessati al business nell'area". "Il 50% di tutto il nostro interscambio - ha proseguito Kelimbetov - proviene dall'Unione europea i cui Paesi sono attivi nel settore minerario e dell'oil & gas. Gli investitori italiani sono i benvenuti qui". Domani nella capitale kazaka si aprirà l'Astana Economic Forum, la Davos eurasiatica, fiore all'occhiello del presidente Nazarbayev che ha concepito l'appuntamento come una piattaforma di dialogo regionale e internazionale su temi di spicco dell'economia. "Nuova realtà economica, diversificazione, innovazione ed economia della conoscenza" è il tema del 2016 che tra le novità avrà anche la nuova istituzione nel Paese dell'Aifc, il centro finanziario di scambio di commodities e derivati che entrerà a pieno regime nel 2018 permettendo ai suoi partecipanti di avere un accesso facilitato al mercato internazionale. "Questo perché la nostra regione soffre di mancanza di risorse naturali", ha spiegato Kelimbetov. "Quindi saranno benvenute le società del settore minerario, ma non solo, che possano competere con i migliori standard internazionali". L'Aifc sarà anche un volano per il processo di privatizzazioni che il Paese si accinge a portare avanti. "Le società diventeranno vere e proprie 'blue chips' del mercato dei capitali regionale".

Kelimbetov, ex governatore della Banca centrale kazaka, e president è anche nel board dei direttori del "Samruk-Kazyna", un fondo che controlla tutte le principali partecipazioni statali del Paese. "I membri dell'Aifc godranno di un sistema fiscale privilegiato fino al 2066, di una normativa internazionale sul modello di quella britannica, di procedure di partecipazione semplificate e di un sistema di esenzione di visti. Non solo, voli diretti speciali verranno istituiti tra Astana e i principali centri finanziari internazionali". "Abbiamo delineato cinque direzioni strategiche per il Centro: sviluppo del mercato dei capitali, finanza islamica, asset management, private banking e tecnologia finanziaria. In particolare - ha sottolineato Kelimbetov - lo sviluppo del mercato dei capitali è collegato soprattutto al processo di privatizzazioni Samruk Kazyna National Welfare Fund". "Saranno proprio queste - ha spiegato - le 'blue chips' dell'Aifc. E mi auguro che gli investitori siano interessati a partecipare". Per quanto riguarda l'Asset management "si svilupperà nella gestione dei nostri fondi pensionistici. Si parla di una quantità di riserve complessive gestite dalla Banca centrale superiore ai 91 miliardi di dollari". Infine il private banking "permetterà agli investitori singoli di investire e attrarre fondi". Un capitolo a parte dell'Aifc avrà la finanza islamica: " Il nostro obiettivo è quello di diventare uno dei principali hub finanziari in questo settore coinvolgendo anche paesi che non fanno parte del mondo islamico come Gran Bretagna, Singapore, Hong Kong e Lussemburgo". Restano poi le frontiere a est, Cina e anche Iran. "Penso che siano interessati all'Aifc - ha spiegato l'ex banchiere centrale -. Abbiamo incontrato varie istituzioni cinesi, Peoplès Bank of China, China Securities Regulatory Commission (CSRC), la Silkroad Foundation (SRF) e l'Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB)". Inoltre abbiamo iniziato a lavorare con il Dubai International Financial Center e il NASDAQ Dubai. Nel Golfo il nostro partner è il Dubai International Financial Centre e abbiamo già firmato il mou con la City londinese e la Bers. Per quanto riguarda l'Iran speriamo che le nostre relazioni si rafforzino ora che sono state eliminate e sanzioni". (AGI)