Eni, gas cruciale economia sostenibile Kazakistan

Antonio Vella, "passo importante verso un economia a basso livello di Co2"

Eni, gas cruciale economia sostenibile Kazakistan
  Kazakistan Eni

Astana - Il gas naturale può giocare un "ruolo cruciale" nel futuro del Kazakistan per avviare quel processo di transizione verso un'economia low-carbon che aiuterebbe il Paese nella via verso uno sviluppo sostenibile. E' il messaggio che il Chief Upstream officer dell'Eni, Antonio Vella, ha portato al presidente kazako, Nursultan Nazarbayev, in occasione della riunione annuale del Fic, il Foreign Investor Council, riunitosi ad Astana per la sua 29esima edizione. "In Kazakistan, al 2015, la produzione energetica generata dal carbone è stata pari al 73%, contro il 25% in Europa", ha ricordato Vella, sottolineando l'importanza di modelli che permettano la distribuzione di energia a una popolazione in crescita, mantenendo l'obiettivo di un aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi. Progetti di trasmissione e distribuzione di gas, ha aggiunto Vella, "permetterebbero un progressivo rimpiazzo del carbone fossile e un maggior utilizzo del gas, passo importante verso un economia a basso livello di Co2".

La riunione di Astana è stata introdotta dallo stesso Nazarbayev, fondatore e presidente dal 1998 del Fic: "Il Kazakistan ha le migliori condizioni di investimento nella regione", ha detto, ricordando che circa 10 miliardi di dollari di investimenti stranieri hanno contributo allo sviluppo del Paese e al suo piano di industrializzazione e rilancio dell'economia. Rilancio che il presidente si è impegnato a condurre all'insegna di una piena sostenibilità e rispetto degli obiettivi ambientali di Parigi. Presenti alla riunione altri importanti investitori in Kazakistan come ExxonMobil, Shell, LukOil, ArceloMittal, Deutsche Bank, JP Morgan e Bers. "Il Kazakistan - ha detto Suma Chakrabarti presidente dell'istituzione finanziaria con base a Londra - è il nostro quarto maggior mercato e abbiamo investito oltre 120 milioni di dollari, su 700 complessivi, per sostenerne l'agricoltura e la produzione alimentare". "Sono 30 gli investitori stranieri che hanno annunciato nuovi piani di produzione nel Paese nel 2016", ha sottolineato il ministro degli Investimenti e dello Sviluppo, Asset Issekeshev. "Da parte nostra diamo facilitazioni e assistenza agli investitori dal primo momento in cui entrano nel Paese fino alla fase di implementazione del progetto".

Il Fic è stata anche l'occasione per il presidenza Nazarbayev di presentare ai partner stranieri l'Aifc, l'Astana International Financial Center che dal 2018 si propone di trasformare la capitale kazaka in un 'hub' finanziario internazionale per l'Eurasia. Il presidente kazako ha invitato i membri del Fic a "prendere parte attiva nella creazione del Centro e, soprattutto, a promuoverlo all'estero". "Il Kazakistan - ha detto - è pronto a prendere in considerazione e a sostenere le vostre proposte e sono convinto che la vostra cooperazione faciliterà lo sviluppo sostenibile del Paese e dell'intera regione". Eni è presente in Kazakhstan dal 1992, è co-operatore con Bg Group del giacimento in produzione di Karachaganak e partecipa al consorzio North Caspian Sea PSA per lo sviluppo del giacimento Kashagan. Lo scorso anno il gruppo petrolifero ha firmato un accordo con KazMunayGaz per il 50% dei diritti di esplorazione e produzione per Isatay, area off-shore nella zona settentrionale del Mar Caspio. (AGI)