Fmi: Banche, in Italia ancora molto da fare su governance

(AGI) - Roma, 26 set. - "Sebbene le banche italiane abbianocompiuto recentemente progressi nel migliorare la lorogovernance aziendale, altrettanto deve essere fatto".L'esortazione arriva dal Fondo monetario internazionale chededica un Working paper a come "riformare la corporategovernance delle banche italiane" e fortemente critico versofondazioni e grandi istituti popolari. In particolare, si legge nello studio, "ulteriorimiglioramenti dovrebbero includere: rafforzare ancoral'esistente regolamentazione tramite regole piu' strette pertop management e azionisti di controllo; implementare la nuovaregolamentazione dei prestiti tra parti correlate condefinizioni stringenti; rafforzare la supervisione dellefondazioni quando sono azioniste di controllo

(AGI) - Roma, 26 set. - "Sebbene le banche italiane abbianocompiuto recentemente progressi nel migliorare la lorogovernance aziendale, altrettanto deve essere fatto".L'esortazione arriva dal Fondo monetario internazionale chededica un Working paper a come "riformare la corporategovernance delle banche italiane" e fortemente critico versofondazioni e grandi istituti popolari. In particolare, si legge nello studio, "ulteriorimiglioramenti dovrebbero includere: rafforzare ancoral'esistente regolamentazione tramite regole piu' strette pertop management e azionisti di controllo; implementare la nuovaregolamentazione dei prestiti tra parti correlate condefinizioni stringenti; rafforzare la supervisione dellefondazioni quando sono azioniste di controllo delle banche;facilitare la trasformazione delle grandi popolari in societa'per azioni". Nel mirino dei tecnici del Fondo finsicono soprattutto legrandi banche popolari e gli istituti controllati dallefondazioni, la cui struttura proprietaria, afferma il paper,"solleva specifiche sfide per la corporate governance. Lefondazioni", sottolineano i tecnici di Washington, "non hannoazionisti e sono soggette all'influenza politica, che finiscecosi' per colpire la composizione dei corpi decisionali e leattivita' delle banche italiane". Le fondazioni, ricorda lo studio, "sono azioniste dimaggioranza nel 23% delle attivita' bancarie italianeattraverso la partecipazione in oltre il 20% del capitalebancario". Inoltre, "in molte grandi banche controllano iconsigli con una quota di proprieta' anche inferiore, spessoattraverso accordi tra azionisti". Ma da rivedere, secondo il Fondo, e' anche la strutturadelle grandi banche popolari dove, sostiene lo studio, "lerestrizioni imposte al possesso azionario e all'esercizio deidiritti di voto (una testa un voto) indeboliscono lavalutazione di mercato e la capacita' delle banche diraccogliere capitale da finanziatori esterni". Per questo, conclude lo studio, "le grandi banche popolarie le banche controllate dalle fondazioni tendono a mostrarelivelli di capitale piu' bassi e qualita' degli attivi piu'debole rispetto alla media di sistema". (AGI).