Fisco: la Local tax vale 26 miliardi, "aumento 100% per negozi"

(AGI) - Roma, 7 mar. - L'eventuale sostituzione di una serie ditasse comunali con la local tax porterebbe in un' "unica"soluzione 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani. E' quanto sostiene l'Ufficio studi della CGIA che haelencato le principali imposte/tasse comunali e i relativigettiti che potrebbero essere sostituiti dalla nuova "tassaunica" che i Sindaci dovrebbero applicare a partire dal 2016. Secondo la Cgia, tra Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro),l'addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l'impostasulla pubblicita' (426 milioni di euro), la tassasull'occupazione degli spazi e aree pubbliche

(AGI) - Roma, 7 mar. - L'eventuale sostituzione di una serie ditasse comunali con la local tax porterebbe in un' "unica"soluzione 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani. E' quanto sostiene l'Ufficio studi della CGIA che haelencato le principali imposte/tasse comunali e i relativigettiti che potrebbero essere sostituiti dalla nuova "tassaunica" che i Sindaci dovrebbero applicare a partire dal 2016. Secondo la Cgia, tra Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro),l'addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l'impostasulla pubblicita' (426 milioni di euro), la tassasull'occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni dieuro), l'imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e l'impostadi scopo (14 milioni di euro), il gettito totale si aggira sui26 miliardi di euro: soldi che i Sindaci dovrebbero incassarecon la local tax. Per il segretario della Cgia, GiuseppeBortolussi: "Dal 2011 botteghe, negozi e uffici hanno subito unincremento del prelievo fiscale superiore al 100 per cento". La CGIA sottoline ache "siamo ancora nel campo delleipotesi: certezze non ce ne sono, ma le indiscrezioni che sonoemerse in questi ultimi giorni, dopo il "question time" allaCamera tenuto mercoledi' scorso dal ministro Padoan, lascianopresagire che dal prossimo primo gennaio l'Imu, la Tasi,l'addizionale comunale Irpef e una serie di piccole imposteminori dovrebbero andare definitivamente in "soffitta" perlasciare il posto alla "tassa unica". "L'eventuale semplificazione della tassazione comunale -aggiunge Bortolussi - renderebbe piu' facile pagare le tasse:una richiesta che i cittadini e le imprese invocano da tempo.Ma oltre a semplificare bisogna anche ridurne il peso, vistoche a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hannopagato l'Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi euffici ha subito un' impennata spaventosa, a causadell'introduzione dell'Imu e, successivamente, della Tasi". Su botteghe e negozi, fa sapere l'Ufficio studi della CGIA,il gettito complessivo e' piu' che raddoppiato: + 108 percento. Se nel 2011 ammontava a 796 milioni di euro, nel 2014 hatoccato 1,65 miliardi di euro. Altrettanto pesante e' statol'aggravio fiscale subito dagli uffici: sempre tra il 2011 e il2014, il gettito incassato dai Comuni e' salito del 105 percento; se 4 anni fa i Comuni avevano incassato 533 milioni dieuro, nel 2014 hanno riscosso poco piu' di un miliardo di euro.I laboratori, invece, hanno visto aumentare il peso fiscaledell'81 per cento: se con l'Ici i primi cittadini avevanoincassato 229 milioni di euro, nel 2014 hanno "alleggerito" letasche degli imprenditori di 414 milioni di euro. Suicapannoni, infine, l'incremento del prelievo e' stato del 66per cento: a fronte di 3,3 miliardi di euro riscossi daiSindaci nel 2011, tre anni dopo il gettito complessivo e'salito a 5,5 miliardi di euro. (AGI) .