Marcia indietro Vivendi, ira di Mediaset

Il Biscione: "Grave violare impegni, gruppo francese puntava ad acquisire Mediaset in modo surrettizio". Titolo crolla in Borsa

Marcia indietro Vivendi, ira di Mediaset
mediaset 

Milano -  Improvvisa marcia indietro di Vivendi sull'accordo per rilevare l'intero capitale della pay-tv di Mediaset. La mossa del colosso francese irrita l'azienda milanese che non esclude un ricorso legale di risarcimento contro la decisione di Parigi. Stamane l'azienda di Cologno Monzese ha fatto sapere che il gruppo transalpino ha bruscamente cambiato le carte in tavola proponendo ieri di "acquistare soltanto il 20% di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile".

Nelle intenzioni di Vivendi è invece confermato lo scambio reciproco del 3,5% del capitale. Mediaset, inoltre, sostiene che sempre il 25 luglio, l'a.d. di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha verbalmente comunicato che la sua società "non intende comunque onorare il contratto stipulato" il che, per la società italiana, costituisce "una novità assoluta e non concordata", e "rappresenta una palese contraddizione con gli impegni assunti da Vivendi mediante il contratto firmato l8 aprile scorso". Mediaset si dice quindi "fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede". 

Il gruppo di Vincent Bollore, in un'altra nota, sostiene di aver scritto il 21 giugno scorso una lettera al management di Mediaset per informare che esistevano "significative differenze nell'analisi dei risultati di Mediaset Premium". Alla luce di questo, ieri Vivendi ha proposto di "raggiungere un nuovo accordo, con termini diversi, e di proseguire poi le trattative". è stato quindi il turno della controreplica di Fininvest, cui fa capo il 34,738% di Mediaset, la quale denuncia "l'eccezionale gravità e l'assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi". "L'annunciata decisione di non voler onorare un contratto valido e vincolante, regolarmente stipulato fra le parti e approvato da tutti i rispettivi organi competenti, viola - si legge nella nota - i più elementari principi del diritto oltre che dell'etica economica.

Vengono infranti i capisaldi che assicurano un corretto e ordinato funzionamento del mercato". Il "vero" e "non dichiarato obiettivo" di Vivendi era arrivare ad avere "una posizione di rilievo" in Mediaset "in modo surrettizio", accusa ancora la holding della famiglia Berlusconi.

Ha provato infine a smorzare le tensioni Puyfontaine, secondo il quale "la volontà di fare l'accordo resta più che mai". "Sono sicuro che avremo un esito positivo con Mediaset: è un grande gruppo, siamo ancora amici, abbiamo relazioni positive. Non abbiamo mai detto che non rispetteremo il contratto", ha aggiunto il manager francese. Mediaset prenderà una posizione ufficiale in occasione del cda del 28 luglio. Nel frattempo, il titolo continua a viaggiare pesante a Piazza Affari e dopo aver perso anche l'8,5% quota in calo di oltre il 6% a poche battute dalla chiusura. Bene invece Vivendi alla borsa di Parigi: il titolo è in rialzo di quasi un punto e mezzo. (AGI)