Jeep contro Roxor, breve storia del match legale per due fuoristrada troppo simili

Fca ha intentato una causa negli Stati Uniti per impedire al produttore indiano di realizzare un modello che sarebbe stato copiato dai disegni della Jeep Willys

Jeep contro Roxor, breve storia del match legale per due fuoristrada troppo simili 

Quella Jeep non s’ha da produrre più, troppo simile alla nostra, un vero e proprio clone, un plagio. Ai piani alti di Fiat Chrysler Automobiles i manager hanno rotto gli indugi e presentato una denuncia formale negli Stati Uniti contro il produttore indiano Mahindra. La Roxor, un fuoristrada molto apprezzato sul mercato Usa, per Fca è troppo simile alla Jeep Willys. L'azienda è certa che i progettisti della Roxor Mahindra abbiano i dettagli originali del design della Jeep, tra cui “la forma della vettura molto squadrata con i lati verticali apparentemente piatti e la parte posteriore che termina all'incirca alla stessa altezza del cofano”.


Secondo i legali di Fca, si tratta di “dettagli che rappresentano una copia quasi identica del design iconico della prima Jeep”. Il produttore indiano Mahindra era sbarcato negli Stati Uniti proprio l'anno scorso, racconta il Sole 24 Ore, con una prima struttura produttiva localizzata nello stato del Michigan neppure troppo lontana dalla sede di Fca, dove più che produrre localmente il Roxor completa l'allestimento del fuoristrada importato sotto forma di kit quasi definitivo direttamente dall'India.

La preoccupazione di Fca, più che in un confronto qualitativo, sta in quello di prezzo, scrive il Fatto Quotidiano: Lo scorso anno Mahindra ha infatti aperto una nuova sede nel sud est del Michigan, dove come spiega Bloomberg può far arrivare dei kit con le componenti delle auto, assemblate poi in loco. Con relativi vantaggi sulla competitività finale. Non è un caso che il costruttore indiano lo scorso novembre abbia annunciato investimenti di 600 milioni di dollari per la Roxor, dicendo di voler triplicare la forza lavoro della stessa sede in Michigan entro il 2020.

Dal canto suo FCA – aggiunge Il Fatto - conta molto sul suo marchio più remunerativo, ovvero Jeep: solo a luglio, le vendite sono cresciute del 16%. E trovarsi in casa un “clone” costruito in India e assemblato negli Usa potrebbe potenzialmente inficiare il suo business.

L'importazione di vetture Roxor rischia di ledere l'azienda dal momento che Mahindra intende sfruttare la produzione del veicolo controverso in India per poi importarne le componenti in Usa, dove viene riassemblato. Mahindra, scrive l’agenzia Radiocor, con sede a Mumbai, nel 2017 ha aperto nella parte meridionale del Michigan il quartier generale della sua divisione nordamericana. A novembre ha annunciato investimenti di 600 milioni di dollari nella fabbrica dedicata al Roxor dove la forza lavoro si è triplicata ed entro il 2020 dovrebbe arrivare a 670 operai. Il reclamo presentato da Fca cita "una notevole capacità manifatturiera estera combinata all'intenzione provata di penetrare il mercato Usa e ledere le attività e le buone intenzioni di Fca". Il gruppo italo-americano a luglio ha visto il marchio Jeep mettere a segno un rialzo del 15% a 79.906 veicoli, il luglio migliore di sempre.

Cos'è Mahindra

La divisione automobili del Gruppo Mahindra, azienda conglomerata che opera in più di 100 Paesi al mondo, nasce quando K.C. Mahindra visita gli Stati Uniti e incontra l'ingegner Delmar G. Roos, uno dei padri spirituali della Willys Jeep. La storia è raccontata dalla rivista specializzata Al Volante:

L'idea è semplice: portare la Jeep in India, territorio particolare e variegato. Le credenziali ci sono: l'azienda, nata con il nome di Mahindra & Mohammed, commercia in acciaio con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Il 2 ottobre 1945 K.C. Mahindra, uno dei fondatori della M&M  inizia ufficialmente ad assemblare le Jeep su licenza. I principali sbocchi di vendita sono, come ovvio, l'esercito indiano, e uno sparuto gruppo di privati, che devono surrogare l'assenza di strade con un mezzo di comprovata robustezza.

Negli ultimi anni, la Mahindra attua una strategia di acquisizioni efficace, assicurandosi nel 2011 la coreana SsangYong, e andando a un passo dall'acquisto della Saab: in portafogli ha anche Reva, azienda specializzata in piccole auto elettriche. In ambito extra-automobilistico, va sottolineato come la divisione moto dell'azienda indiana prenda parte al Mondiale Moto 3 da alcuni anni: all'attivo, tuttavia, un solo terzo posto in un Gran Premio con il portoghese Oliveira. La produzione attualmente importata in Italia verte su tre modelli: la XUV 500, suv dalla linea aggressiva con carrozzeria portante,la fuoristrada Goa, disponibile anche in allestimento pick-up, e la Quanto, una monovolume compatta ma con telaio separato e trazione 4x4 come le "vere" fuoristrada.

Specifiche tecniche della Roxor

Motorbox.com ha redatto una scheda tecnica della Jeep di Mahindra:

Mahindra Roxor è un veicolo fuoristrada a due posti non omologato per l'uso stradale, ma anzi classificato come mezzo da lavoro. Lungo 3,76 metri, largo 1,57 m e del peso di 1.377 kg, il fuoristrada indiano ha dimensioni vicine a quelle della Suzuki Jimny, risultando più corto di 48 cm rispetto al Wrangler a 2 porte e più stretto di 30 cm. Prezzo, 12.900 euro circa.

Il motore della Roxor è un quattro cilindri da 2,5 litri di cilindrata, capace di erogare 62 CV e 144 Nm di coppia, per una velocità massima di poco superiore ai 70 km/h. La denuncia di FCA alla International Trade Commission degli Stati Uniti afferma che il Roxor è “una copia quasi identica dell'iconico design Jeep”. Vedremo chi la spunterà in tribunale, ma a colpo d'occhio la somiglianza è, obiettivamente, impressionante.



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