Aliyev, "tempi rispettati per il Tap" più gas per Ue e Italia

Il ministro dell'Energia azero, "la pipeline a regime trasporterà 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno". E assicura: "L'ambiente sarà rispettato"

Aliyev, "tempi rispettati per il Tap" più gas per Ue e Italia
Natig Aliyev (Afp) 

di Giandomenico Serrao

Roma - Tempi rispettati per il Tap e possibilità che i 10 miliardi di metri cubi di gas che dall'Azerbaigian arriveranno in Italia e in Europa, attraverso il gasdotto, possano aumentare. Il ministro dell'Energia azero, Natig Aliyev, in un'intervista con l'AGI, fa il punto della situazione della pipeline che porterà il gas azero dal giacimento di Shah Deniz nel Mar Caspio in Europa dopo aver attraversato Grecia, Albania e Italia. Assicurazioni anche per le comunità locali pugliesi che saranno interessate dall'infrastruttura: l'ambiente sarà rispettato.

"Il Corridoio Sud - spiega il ministro - è realizzato con il gas di Shah Deniz, un giacimento unico, di livello mondiale. Per l'Azerbaigian è molto importante svilupparlo. Il gas che contiene è eccessivo per il mercato interno e per i paesi vicini. Per questo abbiamo deciso di portarlo in Europa. E' molto importante per noi vendere il gas. Il mercato più affidabile è quello europeo. La Commissione Ue dal canto suo vuole diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento e questo obiettivo ha incontrato la nostra intenzione di venderlo. Quindi il Tap non è solo una priorità azera ma anche europea. Per questo siamo incoraggiati a sviluppare la fase II del giacimento. Anche l'investimento è notevole, circa 45 miliardi di dollari. E non è solo un investimento finanziario ma anche un progetto tecnologico e sociale perché creerà 40mila posti di lavoro". Il gasdotto a regime trasporterà 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno ma c'è la possibilità di incrementare ulteriormente la quantità. "Nella prima fase trasporteremo 10 miliardi di metri cubi aggiuntivi. In totale la fase 2 di Shah Deniz produrrà 16 miliardi di metri cubi. Di questi 6 miliardi andranno alla Turchia. Ma in Azerbaijan abbiamo giacimenti di grandi prospettive, oltre a Shah Deniz, come Absheron che ha riserve per oltre 400 miliardi di metri cubi. C'è grande disponibilità per cui se la prima fase di consegna del gas all'Europa avrà successo potremo ulteriormente incrementare la quantità coinvolgendo altri giacimenti azeri. Dobbiamo creare un Corridoio del gas, non una pipeline ma un corridoio dove far affluire il gas di molti paesi, da Cipro ad Israele", sottolinea Aliyev.

Il ministro dell'Energia è fiducioso anche che la tabella di marcia programmata sarà rispettata. La costruzione della parte onshore comincerà quest'anno e dovrebbe terminare a fine 2019. Quella offshore nel 2017-2018. Il primo gas arriverà in Italia nel 2020. "Lo sviluppo della fase 2 di Shah Deniz - spiega - è avanti nella programmazione. I pozzi in fondo al mare sono pronti, le piattaforme anche e le pipeline si stanno costruendo. Non vediamo cambi di programma o ritardi rispetto agli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ritengo che nel 2019 potremo consegnare il primo gas alla Turchia e l'anno successivo all'Europa e all'Italia. Molto dipenderà anche dalla velocità con cui le tante questioni saranno risolte nei paesi interessati: Albania, Grecia e Italia. Bisogna ottenere molti permessi, molte licenze per costruire. Dipenderà dalla velocità con cui si otterranno tali permessi".

Aliyev rassicura anche le comunità locali pugliesi preoccupate per l'impatto sull'ambiente e sul turismo del gasdotto. "Se guardiamo la mappa del mondo ci sono milioni e milioni di chilometri di oleodotti, gasdotti e costruzioni ingegneristiche. Nel realizzarle l'uomo si è impegnato a proteggere l'ambiente, a fare in modo che tali infrastrutture siano sicure, attraverso l'utilizzo di tecnologie e norme che proteggono l'ambiente. Le pipeline vengono realizzate seguendo norme internazionali molto rigide che proteggono il suolo e le acque". 

Infine un accenno a Snam e Saipem, due società italiane che partecipano al progetto. "Queste compagnie sono nostri vecchi partner. Saipem è impegnata in Azerbaijan in mega progetti dal 1994 e abbiamo una esperienza di lavoro comune ventennale. è importante avere tali società perchè conoscono il paese, la legislazione e a loro volta sono conosciute dalle autorità locali. Per noi sono assolutamente affidabili ma credo che anche per l'Italia sia importante che partecipino a questo progetto", conclude Aliyev. (AGI)