Petrolio: Aie, eccesso di offerta almeno fino a meta' 2017

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Petrolio: Aie, eccesso di offerta almeno fino a meta' 2017
 Barili petrolio

(AGI) - Parigi, 13 set. - Il mercato petrolifero rimarra' in una situazione di eccesso di offerta almeno fino a meta' 2017. E' quanto sottolinea nel suo bollettino mensile l'Agenzia Internazionale per l'Energia. "Sembra che dovremo aspettare un po' piu' a lungo perche' i mercati tornino in equilibrio", si legge nel testo, che sottolinea come, nonostante il crollo delle quotazioni, "la produzione di petrolio globale si stia ancora espandendo, sebbene nemmeno lontanamente ai ritmi frenetici del 2015".
Secondo l'Aie, "la domanda di petrolio globale sta rallentando a un ritmo piu' rapido di quanto predetto inizialmente" e "per il 2016 e' previsto un aumento di 1,3 milioni di barili al giorno". Ad agosto l'offerta globale e' invece scesa dello 0,3% a causa del minor contributo dei paesi non Opec, il cui output ricomincera' a crescere nel 2017. La produzione Opec "prossima ai record", da parte sua, "ha piu' che compensato" con l'Iran che ha raggiunto i massimi post-sanzioni e l'Arabia Saudita che ha riconquistato lo scettro di maggiore produttore mondiale che le era stato strappato dagli Usa. "Gli Usa, un tempo dinamo della crescita dell'offerta non Opec, contano per meta' del calo della produzione in quanto gli investimenti tagliati dai produttori indipendenti hanno avuto un impatto quasi immediato", spiega il bollettino.
Il tonfo della crescita della domanda dagli 1,4 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre al minimo da due anni di 800 mila barili al giorno del terzo trimestre, sottolinea l'Aie, dipende dalla situazione macroeconomica: "I recenti pilastri della crescita della domanda, Cina e India, stanno traballando; dopo oltre un anno di petrolio intorno ai 59 dollari sta svanendo lo stimolo del carburante a prezzo basso e le preoccupazioni di carattere economico nei paesi in via di sviluppo non hanno aiutato". Inoltre, "gli inattesi incrementi in Europa sono scomparsi, mentre c'e' stato un tremendo rallentamento negli Usa". Nel frattempo le scorte "si stanno espandendo a livelli mai visti prima". (AGI)
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