Al Quirinale consegnati i premi Eni Award 2016

Alla presenza di Mattarella, Marcegaglia e Descalzi

Al Quirinale consegnati i premi Eni Award 2016
Mattarella, Descalzi, Marcegaglia al quirinale con i vincitori dell'Eni Award 2016 (foto Quirinale) 

Roma - Si è svolta al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente di Eni Emma Marcegaglia e dell'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, la cerimonia di conferimento degli Eni Award 2016.

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Il premio, istituito nel 2007, è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell'energia e dell'ambiente. Eni Award ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e di stimolare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell'importanza assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità. Sono stati migliaia i ricercatori coinvolti a livello mondiale che negli anni hanno presentato le proprie ricerche e numerose le personalità di alto profilo che le hanno garantite o hanno fatto parte della Commissione Scientifica. Tra di essi si annoverano ben 27 Premi Nobel. Per l'edizione 2016 le candidature pervenute sono state oltre 850.

"La ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico sono alla base delle nostra crescita industriale, dei nostri successi in molti dei domini tecnologici che caratterizzano i nostri business ed anche alla base della motivazione delle nostre persone", ha spiegato Descalzi. "L'impegno nella ricerca di punta", ha osservato l'ad di Eni, "ci ha permesso e ci permette di avere un vantaggio competitivo in un campo come quello dell'energia dove e' divenuto sempre piu' complesso scoprire e sviluppare le risorse necessarie alla crescita a costi e prezzi sostenibili. Il nostro portafoglio brevettuale che, al 2015, e' pari a oltre 6000 brevetti testimonia proprio questo impegno".

 


"Dal 2009 ad oggi", ha ricordato Descalzi, "abbiamo investito in ricerca e sviluppo tecnologico circa 1,5 miliardo di euro nelle aree core di esplorazione, perforazione e gestione dei giacimenti, nel settore downstream e nelle energie rinnovabili. Ma anche per raggiungere risultati sempre migliori in termini di sicurezza, ambiente ed efficienza, che sono le nostre priorita'", ha osservato.

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Il Premio Nuove Frontiere degli Idrocarburi, sezione Downstream, e' stato assegnato a Johannes Lercher, del Technische Universitat Munchen, per la ricerca 'Nuove strategie catalitiche per la sintesi di alcheni e alcanoli', nella quale ha sviluppato nuovi processi per l'utilizzo del gas naturale come fonte energetica a ridotte emissioni di gas serra. Nella sezione Upstream il riconoscimento e' andato a Christopher Ballentine dell'University of Oxford, con la ricerca 'Nuovi traccianti per lo studio delle trasformazioni e degli spostamenti dei fluidi nel sottosuolo', ex aequo con Emiliano Mutti dell'Universita' degli Studi di Parma, con la ricerca 'Sedimentazione di mare profondo: geometria e caratteri di facies di reservoir to rbiditici e conturitici' per il contributo fornito alla conoscenza dei meccanismi di sedimentazione delle rocce e migrazione degli idrocarburi nel sottosuolo. Il Premio Protezione dell'Ambiente e' stato assegnato a David Milstein, del Weizmann Institute of Science (Israele), per la ricerca 'Reazioni catalitiche innovative, efficienti ed ambientalmente compatibili, alternative agli attuali processi inquinanti', attraverso la quale ha migliorato l'efficienza energetica di diverse reazioni della chimica e della farmaceutica, riducendo anche la formazione di sottoprodotti indesiderati. A Federico Bella del Politecnico di Torino, per la Tesi di Dottorato "Polimeri disegnati dalla luce per celle solari di nuova generazione" che ha studiato le celle solari di terz a generazione, e ad Alessandra Menafoglio del Politecnico di Milano, per la tesi di Dottorato "Geostatistica orientata agli oggetti", che ha introdotto nuovi metodi per immaginare ed esplorare il sottosuolo, e' stato assegnato il Premio Debutto nella Ricerca . Gli Eni Award sono stati consegnati contestualmente ai Riconoscimenti all'Innovazione Eni conferiti a tre team di ricerca interni che si sono particolarmente distinti nei risultati ottenuti per il livello di innovazione e di rilevanza. Anche in questo caso sono stati scelti da una apposita commissione composta da 4 membri della Commissione Scientifica, tutti esterni ad Eni. L'edizione 2017 celebrerà il decennale di Eni Award, con importanti innovazioni per quanto riguarda le materie oggetto dei riconos cimenti e con l'istituzione del premio Debutto nella ricerca: Giovani Talenti dall'Africa, riservato a laureati di Universita' africane che abbiano presentato progetti nel campo energetico e ambientale applicabili nei Paesi d'origine.

Descalzi ha annunciato le novità del premio. "Per poter orientare la ricerca in maniera sempre piu' focalizzata alle sfide future, abbiamo adattato anche la struttura dei premi di Eni Award, che dalla prossima edizione non saranno piu' per area di business ma saranno indirizzati maggiormente sugli aspetti della transizione energetica e delle nuove frontiere dell'energia, con focus su rinnovabili e accesso all'energia nei Paesi in via di Sviluppo. Una novità' importante, legata alla rilevanza del continente africano per Eni, sara' infine l'introduzione di un premio Giovani talenti dell'Africa", ha annunciato l'ad. "Con questo premio vogliamo fare un ulteriore passo per venire incontro ai bisogni di un continente in crescita, che registra ancora grandi aree di sottosviluppo ed un problema cruciale di accesso all'energia, rafforzando la promozione e lo sviluppo delle competenze locali.
Con un corso di formazione post-laurea di alto livello, supportiamo progetti innovativi da applicare e sviluppare nel luogo di provenienza, portando così in Africa know-how e possibilita' di sviluppo, sociale economico, e generando al contempo nuovi stimoli e punti di vista, per migliorare il nostro approccio alla ricerca", ha concluso. 

"I fenomeni cui stiamo assistendo stanno lentamente definendo quelli che saranno i nuovi paradigmi di sviluppo", ha sottolineato nel suo intervento la Marcegaglia, "stiamo infatti vivendo una fase di transizione verso nuove tecnologie che probabilmente non hanno ancora esplicato appieno il loro potenziale. Anche nel settore energetico, l'evoluzione tecnologica giochera' un ruolo determinante, assistendoci nel percorso di decarbonizzazione in atto, accompagnando il processo di transizione energetica verso un futuro a basso impatto carbonico". "In questo scenario di trasformazione, il ruolo della ricerca è perciò sempre più centrale per il Paese e per aziende come Eni che puntano ad obiettivi di lungo termine, per riuscire a crescere in modo sostenibile", ha aggiunto.
"L'Eni Award - ha proseguito Marcegaglia - ha avuto negli anni anche il pregio di aprire un canale internazionale, con i più alti esponenti universitari, per favorire dibattito e scambio tra il mondo accademico e quello aziendale, sui temi dell'energia, dalle scienze degli idrocarburi, dell'ambiente fino alle energie rinnovabili, e che contribuisce a creare valore per tutte le parti in gioco. E questo dibattitto e' cresciuto in partecipazione e rilevanza negli anni, richiamando dal 2008 ad oggi oltre 8000 candidature, provenienti per piu' del 60% da Paesi extraeuropei, e coinvolgendo 27 Premi Nobel".

 

(AGI)