Ecco le carte di Padoan per dire a Bruxelles, "lasciateci crescere"

.Il ministro risponde alla richiesta di correzione dei conti. Le misure dettagliater il 1° aprile, con il Def

Ecco le carte di Padoan per dire a Bruxelles, "lasciateci crescere"
Padoan Moscovici (afp)

Non imbarchiamo altra zavorra, rientreremo nei limiti imposti dai trattati con lotta all'evasione e tagli alla spesa ma abbiamo bisogno di favorire la crescita. Insoldoni, è questa la risposta di Roma a Bruxelles. Non è quello che l'Europa si aspettava ma tant'è.

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha vergato a penna un affettuoso saluto seguito da venti righe in cui si spiega che una manovra correttiva danneggerebbe l'economia italiana su cui pesano già i danni del terremoto che superano il miliardo di euro nel 2017. Quindi faremo il possibile e accontentatevi. Ma non è tutto: alla lettera inviata alla Commissione europea in risposta alla richiesta di una correzione dei conti pari allo 0,2% del Pil, ovvero circa 3,4 miliardi, il ministro allega un corposo rapporto di 86 pagine che elenca i fattori rilevanti che incidono sulla dinamica del debito. 

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"L'ammontare generale dello sforzo strutturale per riprendere il percorso verso l'obiettivo di medio termine sarà composto per circa un quarto da tagli di spesa e per la parte restante da aumenti di entrate".

Le misure il 1° aprile

Nella missiva firmata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, viene indicato il ventaglio di misure che saranno adottate nel Documento di economia e finanza:

  • tagli di spesa che incideranno sui consumi intermedi e sui bonus fiscali, interventi sulle imposte indirette, su una o più categorie di accise e rafforzamento delle politiche recentemente adottate che hanno portato risultati soddisfacenti, in particolare sull'Iva reverse charge e split payment. Il governo ribadisce che la politica di bilancio dell'Italia è "pienamente in linea con il Patto di stabilità" e che "i risultati raggiunti sul debito possono essere considerati più che soddisfacenti".

 

Il Tesoro sottolinea che il Pil dell'Italia nel 2016 "probabilmente sarà superiore allo 0,8% stimato dal Governo". L'entità dell'aggiustamento, che Bruxelles calcola nello 0,2% del Pil, circa 3,4 miliardi, non e' ancora chiara e sarà probabilmente definita anche alla luce dei dati sul Pil che l'Istat renderà noti a metà febbraio.Nessun commento dalla Commissione europea. Secondo quanto riferiscono fonti comunitarie, non è previsto che alla lettera di Padoan segua una risposta: le informazioni contenute serviranno a completare le previsioni economiche invernali, che la Commissione pubblicherà il prossimo 13 febbraio. 

Le linee dell'intervento

  • Tagli della spesa: il novanta per cento circa dei risparmi di spesa verranno dai consumi intermedi e il resto agendo sulle agevolazioni fiscali. Le misure, spiega il governo, "seguono i significativi progressi nel controllo della spesa negli ultimi anni e saranno ulteriormente inseriti in una piu' completa strategia di spending review nella prossima sessione di bilancio, grazie alla riforma del bilancio recentemente approvata".
  • Aumento entrate, dalle accise a reverse charge: l'aggiustamento di bilancio, sul lato delle entrate, comprenderà possibili interventi su una o piu' categorie di accise e sulla tassazione indiretta. Escluso l'aumento dell'Iva, si punterà soprattutto sull'ampliamento del regime del reverse charge, meccanismo con cui l'obbligo di versare l'Iva passa da chi acquista il bene o servizio a chi lo fornisce) ad altri settori che potrebbe portare nelle casse dello Stato fino a un miliardo e sullo split payment, strumento che elimina la rivalsa dell'Iva a favore del fornitore e pone gli obblighi di versamento in capo al cliente/ente pubblico.
  • Costo del terremoto: il costo del terremoto nel CentroItalia e' già nel 2017 di oltre un miliardo di euro e peraffrontare le spese verrà creato un fondo ad hoc. "Al momento attuale non siamo in grado di valutare l'impatto dei recenti terremoti sulle finanze pubbliche ma probabilmente sarà ben oltre il miliardo di euro già nel 2017. Per mobilitare le adeguate risorse verrà creato un fondo dedicato", si legge nella lettera.
  • Costi dei migranti: Le spese per i migranti per il 2017 si stima possano arrivare fino allo 0,24% del Pil, ovvero circa 4,2 miliardi. "L'impatto fiscale delle spese per i migranti in Italia calcolato dal Fmi e' anche piu' alto, fino allo 0,24% del Pil nel 2016", si legge nel rapporto sui fattori rilevanti per la dinamica del debito che accompagna la lettera inviata a Bruxelles.