Draghi, per prima volta Pil nel 2016 a livello pre-crisi

Il presidente della Bce annuncia che l'Eurotower continuerà ad agire per sostenere la crescita

Draghi, per prima volta Pil nel 2016 a livello pre-crisi
Mario Draghi (Afp) 

Roma - "Dopo la crisi finanziaria globale il 2016 è il primo anno pieno in cui il Pil dell'area euro è salito sopra i livelli pre-crisi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale l'economia dell'Eurozona "è ora in ripresa a un passo moderato ma stabile. L'occupazione è cresciuta di oltre 4 milioni di unità dal 2013. E la ripresa è diventata più ampia e con differenze meno marcate nei vari paesi".

Draghi, intervenendo a un convegno della Bce a Francoforte, ha aggiunto che "Anche se il trend è incoraggiante per l'economia dell'area euro, la ripresa resta fortemente dipendente da un insieme di condizioni finanziarie che, a turno, dipendono dalla continuazione del sostegno monetario". La Bce "continuerà ad agire, usando tutti gli strumenti disponibili, nell'ambito del suo mandato, per assicurare una sostenuta convergenza dell'inflazione verso o vicino al livello del 2%".

Il presidente dell'Eurotower sottolinea che "Occorre riconoscere che operiamo condizionati da un significativo grado di incertezza". Secondo Draghi, "Far diventare più solida la ripresa e accelerare le dinamiche dell'inflazione per farla diventare più auto-sostenibile non dipende soltanto dalle attuali posizioni di politica monetaria, ma anche da altre politiche, come abbiamo più volte ribadito. Ripristinare il senso di una direzione di marcia - e dunque la fiducia - sarebbe il modo più semplice e quello più potente per rilasciare gli stimoli".

Banche forti per la crescita

Per far ripartire la crescita, "Abbiamo bisogno di un forte settore bancario per appoggiare la ripresa dell'economia. Tuttavia, se c'è una lezione che possiamo apprendere dal decennio appena trascorso, è che per essere realmente robusto il settore bancario dev'essere ben regolato". Secondo il presidente della Banca centrale europea, "C'è una convergenza di opinioni che una delle principali cause della crisi finanziaria globale è stata l'eccessiva deregolamentazione nel settore finanziario nei precedenti due decenni". Per questo la "ri-regolazione del settore finanziario è di fatto parte dell'agenda per la crescita", e "maggiori progressi vano fatti nel reindirizzare gli errori dell'era pre-crisi".

La qualità delle attività delle banche europee "è migliorata", gli Npl, i crediti deteriorati, "sono calati, seppure in modo modesto", "anche se restano alti in certi paesi". Secondo Draghi "il problema oggi è più legato alla redditività che alla robustezza dei bilanci". 

 

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