Draghi: la ripresa rallenta, subito le riforme

(AGI) - Roma, 22 set. - La ripresa economica nell'Eurozona "e'piu' debole del previsto" e le cause sono note: le pocheriforme, le tensioni geopolitiche e la disoccupazione. Inoccasione del dialogo monetario al Parlamento europeo, MarioDraghi ribadisce le sue preoccupazioni e sottolinea come questitre fattori indeboliscano le prospettive di crescita delVecchio Continente. Le misure della Bce, spiega il suopresedente, possono fare poco se non sono accompagnate dalleazioni dei governi: il successo delle misure convenzionali enon convenzionali messe in campo dalla Banca centrale europeae' legato alla realizzazione di "riforme strutturalicoraggiose" e

(AGI) - Roma, 22 set. - La ripresa economica nell'Eurozona "e'piu' debole del previsto" e le cause sono note: le pocheriforme, le tensioni geopolitiche e la disoccupazione. Inoccasione del dialogo monetario al Parlamento europeo, MarioDraghi ribadisce le sue preoccupazioni e sottolinea come questitre fattori indeboliscano le prospettive di crescita delVecchio Continente. Le misure della Bce, spiega il suopresedente, possono fare poco se non sono accompagnate dalleazioni dei governi: il successo delle misure convenzionali enon convenzionali messe in campo dalla Banca centrale europeae' legato alla realizzazione di "riforme strutturalicoraggiose" e quindi dal conseguente "miglioramento dellacompetitivita'". "La crisi puo' essere superata solo con unpieno ritorno della fiducia nell'economia reale", con ilritorno della "capacita' delle imprese di rischiare, investiree assumere" rafforzando in questo modo "la credibilita' delquadro dei conti pubblici". Dal canto suo, la Banca centrale"ha fatto molto negli ultimi tre anni per salvaguardare lastabilita' dei prezzi", evidenzia. Presa di posizione anche nella dialettica flessibilita' -austerita'. Secondo Draghi le regole del patto di stabilita' ecrescita hanno contribuito a salvare l'Euro nei momentipeggiori della crisi e non devono quindi essere messe indiscussione. Contengono tuttavia uno spazio di flessibilita'che deve essere valutato e adattato dalla Commissione per ognipaese. "Per i paesi che non hanno margini nei bilanci pubblicila cosa piu' importante e' seguire una politica di bilancio chepreveda un consolidamento a favore della crescita", osserva.Quindi, ribadisce, la priorita' deve essere data agli"investimenti produttivi", diminuendo "le spese governative nonproduttive": e' questa la "strada maestra" per i paesi "senzamargine fiscale". Chi invece questo margine ce l'ha develimitarsi a "seguire le raccomandazioni specifiche per paesedella Commissione, approvate dai leader in sede di Consiglioeuropeo". Tornando poi alle politiche monetarie adottate,Draghi sottolinea che grazie alle "decisioni della Bce" glispread si sono ridotti consentendo ai governi di fare"incredibili risparmi" per la riduzione del costo del debito.Infine, stoccata polemica. Dopo aver precisato che il compitodella Bce non e' quello di aiutare direttamente i governi nellagestione dei bilanci pubblici, Draghi si chiede "dove sianofiniti" tali risparmi. Infatti, se alcuni paesi li utilizzanoper "stimolare la crescita", altri continuano a "finanziare laspesa". .