Draghi, "la ripresa e' piu' debole" "Da governi subito le riforme"

(AGI) - Bruxelles - La ripresa economica nell'Eurozona"e' piu' debole del previsto": lo conferma, durante il dialogomonetario al parlamento europeo, il  

Draghi, "la ripresa e' piu' debole" "Da governi subito le riforme"

(AGI) - Bruxelles, 22 set. - La ripresa economica nell'Eurozona"e' piu' debole del previsto": lo conferma, durante il dialogomonetario al parlamento europeo, il presidente della Bce MarioDraghi. A far "perdere slancio" alla crescita dei paesidell'Eurozona, secondo Draghi, hanno contribuito le pocheriforme, le tensioni internazionali e la disoccupazione cheindeboliscono le prospettive. La Banca centrale europea, ha aggiunto il presidente dellaBce, "ha fatto molto negli ultimi tre anni per salvaguardare lastabilita' dei prezzi".

Il successo delle misureconvenzionali e non convenzionali messe in campo dalla Bancacentrale europea e' legata alla realizzazione di "riformestrutturali coraggiose" e quindi dal conseguente "miglioramentodella competitivita'", ha detto Draghi, "la crisi puo' essere superata solo conun pieno ritorno della fiduzia nell'economia reale", con ilritorno della "capacita' delle imprese di rischiare, investiree assumere" rafforzando in questo modo "la credibilita' delquadro dei conti pubblici".
  Le regole del patto di stabilita' e crescita, ha aggiuntoDraghi, hanno contribuito a salvare l'Euro nei momentipeggiori della crisi e non devono quindi essere messe indiscussione; ma contengono uno spazio di flessibilita' che deveessere valutato e adattato dalla Commissione per ogni paese. Draghi ha precisato che "per i paesi che non hanno margininei bilanci pubblici la cosa piu' importante e' seguire unapolitica di bilancio che preveda un consolidamento a favoredella crescita". Quindi, ha sottolineato Draghi, la priorita'deve essere data agli "investimenti produttivi", diminuendo "lespese governative non produttive": e' questa la "stradamaestra" per i paesi "senza margine fiscale". Chi invece questomargine ce l'ha deve limitarsi a "seguire le raccomandazionispecifiche per paese della Commissione, approvate dai leader insede di Consiglio europeo". (AGI)