Draghi, alta disoccupazione crea generazione perduta

Il numero uno della Bce preoccupato, giovani istruiti ma senza prospettive - Spinte deflazionistiche, "Europa rischia nuovi shock"

Draghi, alta disoccupazione crea generazione perduta
 Mario Draghi (Imago)

Roma -  L'Europa è ancora vulnerabile a nuovi shock economici e la politica monetaria da sola non puoò sostenere la ripresa. I governi devono dunque agire con fretta e risolutezza per affrontare problemi strutturali mai risolti, a partire da un'elevatissima disoccupazione giovanile. è il monito giunto oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi, prima dalle pagine del rapporto annuale dell'Eurotower, poi dalla sala del Consiglio di Stato portoghese, dal quale ha lanciato un appello mai così sonoro per scongiurare la creazione di una 'generazione perduta'. "Le nostre economie sono ancora segnate da significative vulnerabilita che devono essere affrontate in fretta. Un problema chiave è la disoccupazione giovanile, che impedisce ai giovani di giocare un ruolo pieno e significativo nella società", ha sottolineato Draghi, "pur essendo la generazione meglio istruita della storia, i giovani di oggi stanno pagando un prezzo elevato per la crisi; per evitare di creare una 'generazione perdutà, dobbiamo agire in fretta". La Bce non può però agire da sola. Nonostante i segnali di ripresa (ripresa sulla quale, ha ricordato Draghi, pesano "una bassa crescita potenziale e un'elevata disoccupazione strutturale"), "non si può riposare sugli allori": "Tutte le parti in causa devono giocare il loro ruolo, comprese le istituzioni europeee; la Bce non può creare da sola le condizioni per una ripresa sostenibile della crescita; senza il ruolo attivo dei governi nazionali e dei parlamenti non saremo in grado di accrescere la crescita potenziale e ridurre la disoccupazione strutturale".

Il quadro che emerge dal rapporto annuale di Francoforte è infatti preoccupante. "Le prospettive per l'economia mondiale - afferma Draghi nel documento - sono circondate da incertezza. Dobbiamo fronteggiare persistenti forze disinflazionistiche. Si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l'Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock. In questo, il nostro impegno a onorare il mandato conferitoci continuerà a rappresentare un'ancora di fiducia per i cittadini d'Europa". Draghi ha poi ribadito che la Bce non si piegherà a uninflazione troppo bassa: "A fine anno abbiamo ricalibrato la nostra politica per fronteggiare nuovi effetti avversi derivanti dagli andamenti economici mondiali, che hannospinto al ribasso le prospettive di inflazione. Questi effettiavversi si sono intensificati agli inizi del 2016, rendendonecessario, da parte nostra, un orientamento ancora piùespansivo della politica monetaria". Con queste decisioni,aggiunge, "abbiamo ribadito che, anche dinanzi a forzedisinflazionistiche su scala mondiale, la Bce non si piega a unlivello di inflazione eccessivamente basso". L'Eurotower evidenzia inoltre che l'Italia dovrà risanarei conti pubblici guardando però alla crescita. Il nostroPaese, insieme a Spagna, Lituania e Austria, è stata giudicata a "rischio non conformità" con il Patto europeo di Stabilità."Il 23 novembre l'Eurogruppo ha esortato i paesi a rischio dinon conformità ad adottare le misure aggiuntive necessarie afronteggiare i rischi indicati dalla Commissione: ma "èimportante che il risanamento di bilancio sia favorevole allacrescita". "Dal lato delle uscite - spiega la Bce - le revisioni della spesa offrono uno strumento promettente per individuare le prestazioni che non determinano necessariamente un aumento del benessere. Dal lato delle entrate, rendere il sistema tributario più favorevole alla crescita e limitare l'evasione fiscale rappresentano importanti ambiti di intervento in diversi paesi. In particolare, la riduzione delcuneo fiscale sul lavoro può esercitare effetti positivi sullacrescita e sull'occupazione". (AGI)