Cosa aspettarsi dall'incontro tra Di Maio, riders e aziende

Lunedì 2 luglio l'incontro, a cui parteciperanno anche i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Alcune società hanno già firmato una Carta dei valori, ma la partita è ancora aperta

Cosa aspettarsi dall'incontro tra Di Maio, riders e aziende
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 Luigi Di Maio

"Il simbolo di una generazione abbandonata". Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha definito i rider, che ha voluto incontrare nel giorno del suo insediamento, la mattina del 4 giugno. Il suo primo atto da ministro è stato di "dare subito un segnale a chi chiede un po' di dignita'". L'obiettivo - ha spiegato - è garantire diritti, una paga minima oraria. Dopo aver ascoltato le proposte della delegazione dei lavoratori del 'food delivery' di Roma e Bologna, Di Maio il 18 giugno ha convocato le aziende : Foodora, Deliveroo, JustEat, Glovo, Domino's Pizza, Social Food, Uber eats e Mooveda.

Il ministro ha indicato due strade: una è quella in cui il Governo vara una norma in cui si stabiliscono i contenuti minimi retributivi e tutele assicurative e previdenziali; l'altra è quella di mettere insieme i rappresentanti delle piattaforme e dei rider per costruire un nuovo modello di contratto che riguarda i lavori del futuro. Le aziende si sono dette disponibili ad avviare un dialogo e l'auspicio del ministro è di arrivare ad un primo contratto collettivo nazionale della "gig economy". A questo punto il confronto deve allargarsi: i sindacati e le associazioni datoriali rivendicano la loro partecipazione al confronto.

Così Di Maio promuove un tavolo più ampio. L'appuntamento è fissato per lunedì 2 luglio nel primo pomeriggio e questa volta sono convocati anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Ma venerdì quattro big del settore, Foodora, Foodracers, Moovenda e Prestofood, hanno firmato la prima 'Carta dei valori del Food delivery' "per sottoscrivere il proprio impegno a garantire le tutele ritenute fondamentali per i propri rider".

Sei i punti principali, a cominciare dalla contrattualizzazione "con contratti di collaborazione coordinata e continuativa che prevedono copertura assicurativa Inail in caso di infortunio sul lavoro, della quale le aziende si faranno interamente carico, e tutele Inps". E ancora: "assicurazione integrativa per la copertura di eventuali danni a terzi; compenso equo ed adeguato, con una base oraria, e una componente variabile in relazione al numero di consegne; informazione continua sulle tematiche relative alla Sicurezza sul lavoro e sul rispetto del codice della strada. Infine, fornitura di dispositivi per la sicurezza individuale ed agevolazioni per il mantenimento dei mezzi utilizzati e nessun algoritmo reputazionale o ranking.

La Carta dei Valori "vuole essere un significativo gesto concreto verso le parti sociali e i rider, in continuazione con lo spirito di dialogo sempre mantenuto con i propri collaboratori e in vista dell'incontro del prossimo 2 luglio convocato dal ministro Di Maio". Ma non tutte le aziende sono d'accordo: Deliveroo Italia e Glovo preferiscono attendere il tavolo al ministero del lavoro, senza dare per scontato la formula del co.co.co. Diversa anche la posizione dei sindacati che puntano a una soluzione contrattuale. "Siamo soddisfatti che il ministro abbia convocato un incontro con tutte le parti - afferma la segretaria confederale Uil Tiziana Bocchi - e confidiamo si possa trovare una soluzione di tutela salariale e normativa nei contratti nazionali.

La Carta dei valori delle quattro aziende contiene degli elementi condivisibili ma noi puntiamo a una soluzione più strutturata rispetto a quella messa in campo". "Domani vedremo la proposta del ministero e capiremo anche la posizione delle associazioni imprenditoriali. Bisogna tradurre in norme molte affermazioni di principio". Bocchi ricorda che il contratto della logistica rinnovato a dicembre prevede che "le parti si impegnino ad individuare una previsione contrattuale per i rider; il confronto è in atto e già la prossima settimana dovrebbe produrre qualcosa". Ma - conclude Bocchi - è importante arrivare a "tutele contrattuali per tutti i lavori della gig economy". 



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