Cosa c'è scritto nel decreto Genova

Il documento è di 41 pagine e 47 articoli. Il ruolo di Autostrade, le assunzioni, la nascita dell'Agenzia sicurezza ferrovie e infrastrutture. Ecco il testo, in sintesi

Cosa c'è scritto nel decreto Genova 
 (Afp)
 Ponte Morandi crollato, Genova

Un documento di 41 pagine, non solo, come previsto dedicate alla tragedia di Genova, ma l'attenzione ovviamente è lì. Ecco il testo del "Decreto Genova" bollinato dopo molti problemi ieri sera dalla Ragioneria di Stato. Dei 47 articoli che compone il decreto, scrive il Corriere, "il penultimo è forse quello che lo ha trasformato per tanti giorni in un oggetto misterioso: le coperture sono indicate in modo certosino, individuate in almeno una trentina di Fondi speciali e di leggi vigenti; in tutto sono circa 300 milioni di euro per i prossimi tre anni, che un Commissario straordinario che sarà in carica per 12 mesi, rinnovabili per due anni, dovrà gestire con poteri speciali, "in deroga ad ogni disposizione extrapenale"".

1. Concessionarie autostrade escluse da ricostruzione, ma paga

Il testo definitivo del Decreto Genova ribadisce l'esclusione di Autostrade come soggetto attuatore per la ricostruzione. All'articolo 1, capoversi 6 e 7 si stabilisce che Autostrade entro 30 giorni deve pagare "in quanto responsabile dell'evento" ma non può ricostruire. "Il commissario straordinario affida [...] la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio - si legge nel testo - ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali. L'aggiudicatario costituisce, ai fini della realizzazione delle predette attività, una struttura giuridica con patrimonio e contabilità separati".

2. 250 assunzioni in enti pubblici per 2018-2019

La Regione Liguria, la città metropolitana di Genova e il Comune potranno assumere complessivamente per gli anni 2018 e 2019 "fino a 250 unita'" per far fronte alle necessita' conseguenti al crollo del ponte Morandi, previa autorizzazione del Commissario delegato per l'emergenza. Le precedenti versioni del testo parlavano di 500 unità. Le assunzioni sono con contratti a tempo determinato e con funzioni di personale civile, polizia locale e supporto all'emergenza.

3. Per trasporto pubblico stanziati 23,5mln in 2018-2019

"Sono stanziate a favore della Regione Liguria risorse straordinarie nella misura di 500.000 euro per l'anno 2018 e 23 milioni di euro per il 2019 da destinare al finanziamento dei servizi di trasporto aggiuntivi per fronteggiare le criticità trasportistiche conseguenti all'evento, per l'efficientamento dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale già attivati nonché per garantire l'integrazione tariffaria tra le diverse modalità di trasporto nel territorio della città metropolitana di Genova".

"Al fine di assicurare servizi di trasporto aggiuntivi per fronteggiare le criticità trasportistiche conseguenti all'evento, sono attribuite alla Regione Liguria risorse straordinarie nella misura di euro 20.000.000 per l'anno 2019 per il rinnovo del parco mezzi utilizzati nella città metropolitana di Genova". Sul fronte degli autotrasportatori, "al fine di consentire il ristoro delle maggiori spese affrontate in conseguenza dell'evento consistenti nella forzata percorrenza di tratti autostradali aggiuntivi rispetto ai normali percorsi e nelle difficoltà logistiche dipendenti dall'ingresso e dall'uscita delle aree urbane e portuali, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2018". 

4. I soldi ricostruzione dallo Stato se Autostrade non pagasse

Nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale.  "Il concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento, tenuto, in quanto responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell'infrastruttura concessa ovvero in quanto responsabile dell'evento, a far fronte alle spese di ricostruzione dell'infrastruttura e di ripristino del connesso sistema viario, entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario, versa sulla contabilità speciale le somme necessarie al predetto ripristino ed alle altre attività connesse nell'importo provvisoriamente determinato dal Commissario medesimo salvo conguagli, impregiudicato ogni accertamento sulla responsabilità dell'evento e sul titolo in base al quale sia tenuto a sostenere i costi di ripristino della viabilita'" si legge nel testo.

"In caso di omesso versamento nel termine - si legge - il Commissario straordinario può individuare, omessa ogni formalità non essenziale alla valutazione delle manifestazioni di disponibilità comunque pervenute, un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario alla data dell'evento, potendo remunerare tale anticipazione ad un tasso annuo non superiore a quello di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di tre punti percentuali. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell'immediata attivazione del meccanismo di anticipazione è autorizzata la spesa di a 30 milioni annui dall'anno 2018 all'anno 2029". 

5. Nasce Agenzia sicurezza ferrovie e infrastrutture

Sarà istituita dal primo gennaio 2019 l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa). L'Agenzia avrà sede a Roma presso il Mit con possibilità di articolazioni territoriali e avrà il compito di "garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali". Viene quindi soppressa l'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie. La nuova struttura avrà tra gli altri compiti quello di "esercitare l'attività ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte dei gestori, nonché l'attività ispettiva e di verifica a campione sulle infrastrutture, obbligando i gestori a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio in quanto responsabili dell'utilizzo sicuro delle infrastrutture". Le dotazioni organiche sono fissate nel limite massimo di 434 unità; in aggiunta alla dotazione organica dell'Ansf sono assegnate altre 122 unità; inoltre, l'Agenzia è autorizzata all'assunzione a tempo indeterminato di 141 unità e 15 dirigenti nel corso del 2019 e di 70 unità e 10 dirigenti nel corso del 2020. 

6. Aiuti al porto 

Al fronte di un calo dei traffici portuali superiore al 30% registrato dal 14 di agosto a oggi e di una proiezione fatta dall’Autorità di sistema portuale di Genova di un decremento del 15% per il 2019, il decreto prevede che "la quota di riparto del Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti (...) viene stabilita per gli anni 2018 e 2019 nella misura del 3 per cento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta sull’importazione delle merci introdotte nel territorio nazionale per il tramite di ciascun porto nel limite di 30 milioni di euro annui".



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