Canoni: boom per le strade del lusso, Monte Napoleone da record

La via più famosa di Milano sfiora gli 8.000 euro al metro quadro

Canoni: boom per le strade del lusso, Monte Napoleone da record

Roma - Lieve incremento nelle vendite nel comparto moda nei primi mesi del 2015, mentre le strade dello shopping del lusso continuano ad attirare nuovi investitori portando in questi ultimi mesi dell'anno, via Monte Napoleone a sfiorare il record degli 8000 euro al metro quadrato d'affitto, seguita dalla "rivale" romana via Condotti a quota 7000 euro/mq.E' quanto si osserva nel report "Fashion High-Street 2015/2", realizzato da Federazione Moda Italia/Confcommercio con World Capital, in collaborazione con Osservatorio Acquisti CartaSi' e Global Blu.

Milano, Roma e Venezia si confermano nuovamente location prime e fulcro dell'attivita' retail, con una complessiva crescita dei valori e un flusso turistico ancor piu' accentuato. La milanese via Montenapoleone risulta ancora l'High Street piu' prestigiosa del territorio. Venezia attesta un generale incremento dei canoni, in particolare Piazza San Marco che registra un massimo di 4.700 euro al metro quadro e un minimo di 3.000. Calle Vallaresso e Campo San Bartolomeo entrano a pieno titolo nella cerchia delle High Street veneziane con valori massimi rispettivamente di 2.500 e 5.000 euro al metro quadro. 

Scenario positivo altresi' per Genova e Bologna che evidenziano un globale aumento dei canoni; in particolare, la genovese via XX settembre attesta il valore massimo di 1.000 euro al metro quadro, mentre la bolognese Galleria Cavour il canone piu' alto con 2.000 euro al metro quadro. Firenze diversamente, insieme a Torino e Verona, vive una situazione stabile, con leggere contrazioni accanto a lievi aumenti dei valori. Spostandosi al Sud, afferma Neda Aghabegloo, Catania e Napoli si mantengono stabili con una tenue crescita; interessante e' l'High Street napoletana via Scarlatti al Vomero che, trasformata in area pedonale, diviene funzionale location commerciale (1.500 euro/mq).

INCREMENTO SETTORE MODA - Il sondaggio realizzato tra gli associati Federmoda in tutta Italia segna un incremento dei consumi pari allo 0,17% nella prima meta' del 2015 rispetto al primo semestre dell'anno precedente. Dato confermato e superato dai dati dell'Osservatorio Acquisti CartaSi' sugli acquisti effettuati dagli italiani con le sole carte di credito nei negozi di moda, (+4,6%). Aumentano del 9% - secondo i dati Global Blue - gli acquisti di prodotti di moda degli stranieri nei primi sei mesi del 2015 con uno scontrino medio di 738 euro. Gli stranieri scelgono Milano per lo shopping (35%), Roma (19%), Firenze (10%), Venezia (6%). Nelle restanti parti d'Italia il 30% degli acquisti tax free.

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Due realta', moda e real estate, che in stretta relazione tra loro evidenziano l'una la ripresa di fiducia dei consumatori, l'altra la costante crescita di domanda di spazi nelle vie di lusso da parte di autorevoli firme internazionali, fortemente desiderose di abbracciare il sistema "Made in Italy"; entrambi i fattori sono fonte di un costante incremento dei canoni e di un sempre maggior interesse al settore. Per il Presidente di Federazione Moda Italia - Confcommercio, Renato Borghi, "i recenti indicatori positivi evidenziano una crisi che sembra volgere al termine, ma non rasserenano ancora il dettaglio multimarca indipendente di qualita'. Un flebile risveglio dei consumi, pero', c'e' stato e lo registriamo dopo anni di forti sofferenze con un segno piu' davanti allo 'zero virgola'.

Un piccolo ma importante segnale che va ora consolidato con reali politiche di sostegno e rilancio dei consumi nei negozi che rimangono, nonostante il drammatico rapporto di uno a due tra nuove aperture e chiusure, una componente fondamentale del nostro sistema distributivo di qualita'. Un patrimonio, oltre che economico, di cultura e rilevanza sociale che va salvaguardato e che e' tanto piu' importante se si pensa all'attrattivita' internazionale che hanno le nostre vie dello shopping. Il dato del total tax rate che vede le imprese italiane tartassate da un fardello fiscale dal peso del 68,4% non puo' che vederci ancora increduli e preoccupati ed orientare le nostre richieste alla politica per una energica riduzione delle imposte alle imprese e alle famiglie, mettendo mano alla madre di tutte le riforme e cioe' quella fiscale. Solo cosi' potremo pensare positivo ed assistere, finalmente, ad una vera ripartenza dell'economia e ad un concreto rilancio dei consumi interni".

Interessanti inoltre le rilevazioni Global Blue (gennaio/giugno 2015) che indicano come gli stranieri siano amanti della moda e del made in Italy con uno shopping dedicato principalmente al settore fashion abbigliamento e pelletteria (74%), seguito da orologi e gioielli (16%) e da altri prodotti (10%). Alla Cina spetta il primato di spese (31% sul totale; + 63% rispetto all'anno precedente), seguita dalla Russia (13% sul totale; -45% rispetto ad un anno fa). Tra gli altri paesi maggiori acquirenti, vi sono Giappone, Corea e Stati Uniti. (AGI)