De Felice "futuro Inail e' open data, ricerca e start up"

Il commissario dell'istituto per gli infortuni sul lavoro all'Agi, "l'anagrafe dei lavoratori ci aiuterà"

De Felice "futuro Inail e' open data, ricerca e start up"
Massimo De Felice Inail (Imagoeconomica) 

di Silvia Inghirami

Roma - Arricchire le basi-dati e potenziare i processi informatici, lavorare nell'attivita' di ricerca, promuovere la creazione di start up. Questi gli obiettivi del commissario straordinario dell'Inail, Massimo De Felice, confermato a luglio alla guida dell'istituto. Progetti che puntano a elevare gli standard di gestione e a perseguire l'innovazione tecnologica nell'istituto dell'assicurazione per gli infortuni sul lavoro.
"Stiamo costruendo un'anagrafe dei lavoratori assicurati dall'Inail, in collaborazione con l'Istat - riferisce De Felice all'AGI - Ad oggi non conosciamo numero preciso, caratteristiche dei nostri assicurati, modi e tempi di esposizione al rischio. Sono informazioni fondamentali da incrociare con i dati sugli infortuni e sulle malattie professionali: per calcolare un indice di sinistrosita', fare confronti temporali, individuare i settori a rischio emergente, verificare e eventualmente ri-indirizzare le politiche di prevenzione. L'anagrafe dei lavoratori aggiungera' informazioni alla struttura di open data gia' consultabile sul sito dell'istituto".
Oltre ai dati l'attenzione e' ai processi informatici: "Purtroppo di informatica si parla molto, ma poi poco si riesce a fare. Il sostanziale blocco delle assunzioni di cui soffre la pubblica amministrazione ha prodotto invecchiamento delle strutture e 'frattura generazionale': i tecnici informatici dell'Inail hanno un'eta' media di 54 anni, con un minimo di 46 anni. Abbiamo percio' esperienza ma c'e' bisogno di nuova mentalita' e entusiasmo". Cosa sarebbe necessario fare? "Pochi inserimenti di giovani e qualificati potrebbero dare una scossa provvidenziale alla cultura tecnica delle istituzioni. L'Inail ha predisposto l'involucro: mettendo insieme informatica e organizzazione tenta di dare il via a nuovi modi di gestire i processi di

Altro progetto rilevante riguarda l'attivita' di ricerca: il campo e' vasto, quali sono le priorita'? E quali i risultati finora conseguiti? "L'impegno nella riabilitazione e nella messa a punto delle protesi continua sulla frontiera dell'alta tecnologia - fa notare De Felice - Il centro di Vigorso di Budrio partecipa, anche con un ruolo di coordinamento, a piani di ricerca condotti con partner di eccellenza: l'Istituto di tecnologia di Genova, il Campus bio-medico di Roma, la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Abbiamo conseguito primi risultati rilevanti: un sistema protesico avanzato di arto superiore (una mano robotica), un prototipo di falange del dito della mano in grado di restituire sensibilita' tattile e l'esoscheletro motorizzato.
L'esoscheletro ha due finalita': consentire la mobilita' a persone tetraplegiche, sostenere attivita' fisiche di forte impatto muscolare. A Budrio vengono prodotte anche protesi sportive: le abbiamo viste all'opera alle Paralimpiadi di Rio. Unite alla forza e alla straripante volonta' dei nostri atleti hanno portato medaglie numerose e esempi di altissimo valore".
Nei piani dell'Inail c'e' anche la ricerca finalizzata all'analisi dei nuovi materiali e delle nanotecnologie: "E' una finalita' - prosegue il presidente - che impone un doppio cimento: il controllo dei rischi eventuali dell'utilizzazione, sulla salute; l'invenzione di nuovi dispositivi miniaturizzati per la rilevazione dei rischi nei luoghi di lavoro - in campo chimico, fisico e biologico - per la protezione della salute individuale e collettiva".

L'Inail intende anche potenziare l'attivita' di controllo dei macchinari e dei processi produttivi. "Sono ambiti - spiega il presidente - dove si scopre pregiata la sintesi tra sapienza tecnica, esperienza, alta tecnologia, fine artigianato. Alcuni esempi: e' stato sviluppato un dispositivo miniaturizzato per il controllo dello stato di serbatoi contenenti liquidi infiammabili a carattere esplosivo; un biosensore per il monitoraggio del benzene; un'etichetta elettronica intelligente, da applicare alle attrezzature, per gestirne, con tecnologia wireless, le informazioni sul ciclo di vita; un sistema per ammortizzare le vibrazioni su postazioni di lavoro. E poi un robot teleguidato che assiste i lavoratori in scenari ad alto rischio". Tutte attivita' che intendono contribuire alla produttivita' e all'innovazione e possono produrre risultati in sintonia con la risposta italiana alla sfida dell'Industria 4.0. "E' qui che si apre il discorso sulle start up - osserva De Felice - Se l'Inail potesse creare o partecipare a imprese innovative si renderebbe piu' efficiente, cioe' efficace e economico, il processo di trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca. Con la creazione di start up l'Inail potrebbe diventare attore protagonista in quel progetto di 'Stato innovatore' di cui tanto si dibatte nei circuiti internazionali. E il nostro sarebbe un protagonismo a alto contenuto sociale: produrre protesi e strumenti di prevenzione dei rischi a basso costo, dare lavoro a giovani tecnici, fornire collaborazioni altamente qualificate alle imprese. Per far questo c'e' pero' bisogno di aiuto: dal Governo e dal parlamento avere norme che autorizzino questi tipi di azione".
L'Inail non vuole quindi essere soltanto assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: "Abbiamo visto che e' molto altro. Ovviamente, per governare, su queste prospettive, il futuro, - conclude De Felice - c'e' bisogno per l'Inail di una governance tutta particolare, da grande impresa multi-funzioni". (AGI)