Davos, il debutto di Xi sulle nevi. Per l'Italia c'è Padoan

La prima volta di un presidente cinese nel gotha svizzero della finanza mondiale. Il World Economic Forum dal 17 al 20 con 3mila delegati

Davos, il debutto di Xi sulle nevi. Per l'Italia c'è Padoan
Davos Wef 

Roma - Xi Jinping anticipa Donald Trump sul palcoscenico internazionale. Il presidente cinese sarà in Svizzera dal 15 al 18 gennaio prossimo e parteciperà al World Economic Forum di Davos. La conferma, dopo settimane di indiscrezioni, arriva dal Ministero degli Esteri di Pechino ed è la prima volta di un presidente cinese nel gotha svizzero della finanza mondiale. Che quest'anno si terrà dal 17 al 20 gennaio prossimo. Il discorso del presidente cinese è atteso per la giornata inaugurale del Forum che ha già registrato numeri di partecipazione record: oltre tremila delegati da tutto il mondo, tra cui il primo ministro britannico, Theresa May, il vice presidente uscente degli Stati Uniti, Joe Biden con il segretario di Stato, anche lui in uscita John Kerry, il presidente ucraino Petro Poroshenko.

Al seguito di Xi è prevista una schiera di imprenditori cinesi, tra cui il patron della conglomerata Wanda, Wang Jianlin, e il fondatore del gigante dell'e-commerce cinese Alibaba, Jack Ma, ieri alla Trump Tower di Manhattan per un incontro con il presidente eletto degli Stati Uniti. La partecipazione al forum precede di pochi giorni l'insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, che ha mandato diversi segnali di un possibile ritorno al protezionismo commerciale sotto l'amministrazione repubblicana da lui guidata.

 

 

Dal discorso di Xi sono attesi segnali sul ruolo della Cina nell'economia globale per l'anno da poco cominciato, che sarà segnato anche dal diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, che nella seconda metà del 2017 sancirà il rinnovo di molti dirigenti politici di Pechino.

A Davos la delegazione italiana sarà quest'anno capeggiata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Il ministro Padoan, insieme al democratico Usa Larry Summers, il direttore del Fmi Christine Lagarde, mercoledì 18 parteciperà a un panel sulla crisi della classe media, sulla scarsa occupazione e sui motivi che hanno portato all'insorgere del populismo.

Tra i big italiani anche la presidente e l'ad dell'Eni Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, mentre una folta delegazione arriverà dall'Ue con l'Alto commissario per la Politica estera, Federica Mogherini, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici e quello all'Energia, Maros Sefcovic, tra gli altri. Oltre la Lagarde, saranno presenti per le organizzazioni internazionali il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, Il numero uno della Nato Jens Stoltenberg, il segretario generale dell'Opec, Mohammad Sanusi Barkindo e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Assente invece il presidente della Bce Mario Draghi che sarà sostituito da Benoit Coeuré.

Molte le altre presenze internazionali di spicco tra cui il re Abdullah di Giordania, il premier libico Fayez Al Serrag e il ministro degli Esteri dell'Iran Javad Zarif.

Con il tema 'Responsive and Responsible Leadership' il 47esimo meeting di Davos si focalizzerà su quattro sfide del 2017: ridisegnare la cooperazione mondiale; rivitalizzare l'economia; riformare il capitalismo e prepararsi per la Quarta rivoluzione industriale. All'appuntamento nei Grigioni saranno infatti presenti i leader di circa 1000 società di tutto il mondo.