Dall'Ue apertura all'Italia sulla flessibilità

La Commissione sarebbe orientata a tenere conto di riforme, investimenti e spese per migranti

Dall'Ue apertura all'Italia sulla flessibilità
 Renzi e Juncker (Afp)

Bruxelles - Una sostanziale apertura della Commissione europea a concedere tutta la flessibilita' che l'Italia ha chiesto nella valutazione dei conti pubblici: e' emersa oggi, secondo quanto riferisce una fonte comunitaria, durante il dibattito orientativo fra i commissari. L'orientamento è dunque quello di tenere conto delle riforme e degli investimenti fatti e anche delle spese sostenute per l'emergenza migranti. A otto giorni dal "responso" della Commissione europea sulla flessibilità nella valutazione dei conti pubblici italiani, pero', all'interno dell'eesecutivo resta ancora alta la preoccupazione per l'elevato debito pubblico italiano. Il 18 maggio, la Commissione pubblicherà le sue raccomandazioni specifiche per paese e anche il rapporto sul debito: nei prossimi giorni, ricordano le fonti, il dialogo con il governo italiano rimane serrato, come evocato anche lunedì a Bruxelles dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. La quota del Pil di flessibiita' richiesta dal governo italiana e' pari allo 0,8%, mentre il massimo previsto dalle regole europee e' pari allo 0,75%. La scorsa settimana, nel presentare le previsioni economiche di primavera sulla base delle quali verranno prese le decisioni sui singoli paesi, il commissario agli Affari economici e monetari aveva ricordato l'intenzione della Commissione di applicare le regole del patto di stabilita' "in modo intelligente". Anche durante il dibattito orientativo di oggi a Strasburgo, riferisce la fonte Ue, è emersa la tradizionale differenza di vedute fra chi sottolinea gli aspetti più generali, chiedendo di tenere conto del cammino intrapreso e non solo dei numeri, e chi invece è particolarmente rigido nel chiedere l'applicazione delle regole del patto nei confronti di un debito particolarmente elevato come quello italiano (pari al 132,7% quest'anno secondo le ultime stime della Commissione). Dall'altra parte, hanno sostenuto gli esponenti meno rigidi dell'esecutivo, l'Italia è ampiamente sotto il 3% del Pil in termini di deficit (il 2,4% quest'anno, l'1,9% nel 2017) e ha avviato un impegnativo percorso di riforme. Negli otto giorni che mancano alla decisione della Commissione su quanta flessibilità concedere e sull'eventuale avvio di una procedura per debito eccessivo, l'Italia ha ancora il tempo di convincere anche la parte più rigida dell'esecutivo di Bruxelles. (AGI)