Dall'Ue ancora guai per Google

Per la Commisisone abusa della posizione dominente per favorire i propri servizi di acquisto comparativo

Dall'Ue ancora guai per Google
Google (Agf)

Bruxelles - "Google abusa della posizione dominante on-line favorendo sistematicamente i propri servizi di acquisto comparativo nelle pagine dei risultati delle ricerche". Lo ha annunciato il commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, annunciando la decisione del collegio dei commissari di inviare alla compagna statunitense due comunicazioni in cui si notificano infrazioni alle normative comunitarie, dando tempo all'operatore internet di rispondere alle contestazioni Ue. "Google ha la possibilita' di rispondere alle nostre obiezioni. Ne esaminero' attentamente le argomentazioni e poi decidero' come procedere nei due casi", ha aggiunto Vestager. "Se le indagini concluderanno che Google ha violato le norme antitrust dell'UE, la Commissione avra' il dovere di agire per tutelare i consumatori e la concorrenza leale sui mercati europei".

Due le contestazioni avanzate dalla Commissione europea, in altrettante lettere separate inviata a Google, sulle presunte forniture illecite di servizi e informazioni on-line. Secondo l'Antitrust comunitario Google "favorisce i propri prodotti rispetto ai servizi concorrenti" per quanto riguarda l'impatto nella visibilita' di un sito nei risultati di ricerca Google sul suo traffico e l'evoluzione del traffico traffico verso il prodotto di acquisti comparativi di Google rispetto ai concorrenti. La Commissione teme che gli utenti "non visualizzino necessariamente i risultati piu' pertinenti rispetto alle ricerche, il che va a scapito dei consumatori e dell'innovazione". In altre parole, la condotta di Google avrebbe "indebolito o addirittura marginalizzato la competitivita' dei suoi concorrenti piu' diretti".

La compagnia ha ora otto settimane per fornire spiegazioni. Nella seconda obiezione la Commissione ritiene che Google, anche attraverso la piattaforma AdSense, abbia agito al fine di "tutelare la propria posizione dominante nella pubblicita' nei motori di ricerca", con queste pratiche che avrebbero "impedito ai concorrenti attuali e potenziali, compresi altri motori di ricerca e piattaforme pubblicitarie, di inserirsi e svilupparsi in un settore di importanza commerciale". Si da' tempo dieci settimane per fornire spiegazioni per questo filone d'inchiesta. "Google ha creato tanti di quei prodotti innovativi che ci hanno cambiato la vita, ma non puo' arrogarsi il diritto di negare a altre imprese la possibilita' di competere e di innovare", ha ribadito il commissario per la Concorrenza. (AGI)