Dal bilancio 2015 al 'passo a lato' di Napoletano, il caso Sole24Ore

Cinque mesi di indagini, due filoni d'inchiesta, due nuovi cda in sette mesi. Ripercorriamo le tappe della vicenda

Dal bilancio 2015 al 'passo a lato' di Napoletano, il caso Sole24Ore
Roberto Napoletano, direttore Sole 24 Ore 

Cinque mesi di indagini, due filoni di inchiesta, e 'tourbillon' ai vertici. E' il caso del 'Sole 24 ore', il gruppo editoriale controllato da Confindustria, che, dopo lo scandalo delle presunte 'copie' gonfiate, prova a "ripartire" con un "aumento di capitale tra i 50 e i 70 milioni di euro", come ha anticipato il presidente del gruppo, Giorgio Fossa, in audizione in commissione Attività produttive alla Camera. Ecco le tappe principali della vicenda che ha portato alle dimissioni del direttore del quotidiano, Roberto Napoletano, e alla nomina di due cda in meno di sette mesi.

Ecco tutte le tappe della vicenda:

  • Il bilancio 2015 - Lo scorso marzo il gruppo comunica di aver chiuso il 2015 con perdite pari a 24 milioni di euro ma con ricavi a 325 milioni, che stima in crescita del 4% rispetto al 2014. Sostenuti i ricavi digitali, a 106,7 milioni: +11,2% rispetto all'anno precedente. "Il quotidiano Il Sole 24 ore - si legge in una nota - si conferma nel 2015 il primo quotidiano digitale con circa 218mila copie digitali medie (+18,5%)". La posizione finanziaria netta a fine 2015 era però negativa per 26,8 milioni a fronte del dato positivo per 2,2 milioni di fine 2014. 
  • La nomina del nuovo Cda - Confindustria ad aprile indica i componenti della lista per la nomina del nuovo cda, che si insedia a fine mese. L'amministratore delegato, nominato a giugno, è Gabriele Del Torchio. Del consiglio fanno parte: Luigi Abete, Mauro Chiassarini, Maria Carmela Colaiacovo, Nicolò Dubini, Marcella Panucci, Claudia Parzani, Carlo Pesenti, Livia Pomodoro, Cesare Puccioni, Carlo Robiglio, e Giorgio Squinzi come presidente. "Il gruppo 24 ore si è rilanciato e ha lavorato con impegno e dedizione a porre le basi per il definitivo riequilibrio di bilancio", commenta Squinzi. "Sono orgoglioso del lavoro svolto come presidente del gruppo dal 2013 al 2016", sostiene Benito Benedini, lasciando l'incarico. "Con soddisfazione lascio un'azienda con i conti rimessi in sicurezza: questa gestione ha portato il gruppo fuori dall'emergenza e lo ha rimesso sulla strada della redditivita'".
  • Nel primo semestre salgono le perdite 2016 - Il 30 settembre 2016 il gruppo comunica di aver chiuso i primi sei mesi dall'anno scorso con perdite salite a 49,8 milioni di euro. Il risultato - si sostiene - risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni. Al netto degli oneri non ricorrenti - si aggiunge - il risultato netto è negativo per 23,6 milioni di euro. In calo i ricavi consolidati; si confermano in crescita (di 2,2 milioni di euro) i ricavi da contenuto digitale informativo del quotidiano e dei quotidiani verticali (+18,7%). A fine settembre il cda approva anche le linee guida del piano industriale 2016-2020.
  • Le dimissioni di Squinzi - Il giorno seguente la pubblicazione dei conti del primo semestre, Squinzi si dimette da presidente. Con lui lasciano anche quattro consiglieri: Pesenti, Parzani, Pomodoro e Chiassarini. Al suo posto vine nominato pro tempore Carlo Robiglio (vice Abete). Il cda - in regime di prorogatio - rinnova la fiducia al direttore del quotidiano Napoletano, sfiduciato dall'assemblea dei giornalisti.
  • L'inchiesta - E' dell'11 ottobre 2016 la notizia ufficiale dell'apertura di un'inchiesta sui conti del quotidiano da parte della Procura di Milano. L'inchiesta segue gli esposti dell'associazione di consumatori Adusbef (in Procura) e del giornalista del 'Sole', Nicola Borzi (in Consob). Entrambi ipotizzano la falsità dei bilanci del gruppo (che, il 16 settembre 2007, primo giorno di quotazione, valeva in Borsa 750 milioni mentre a ottobre ne valeva 51). "Siamo un libro aperto, massima trasparenza e massima tranquillita'", replica il gruppo. "Noi siamo sereni, abbiamo fiducia nella magistratura e nella Consob", conferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, qualche giorno più tardi. Intanto, gli uffici del gruppo sono soggetti a ispezione Consob ed emerge che la Procura indaga per "falso in bilancio" a carico di ignoti. Il pm Fabio De Pasquale dispone l'acquisizione dei bilanci degli ultimi anni.
  • Del Torchio fa un passo indietro, nuovo cda. Anche l'ad Gabriele Del Torchio fa un passo indietro, non viene riconfermato dall'azionista. Nel giorno dell'assemblea per la nomina del nuovo cda, il secondo in meno di sette mesi, il comitato di redazione dei giornalisti del gruppo proclama lo sciopero. Nel nuovo consiglio sono confermati Abete, Robiglio e Panucci; entrano Francesca Di Girolamo, Edoardo Garrone, Luigi Gubitosi, Giuseppina Amarelli Mengano, Patrizia Micucci, Livia Salvini e Massimo Tononi. Giorgio Fossa è nominato presidente, mentre l'ex ad di Amplifon, Franco Moscetti, è il nuovo ceo.
  • L'intervento della Guardia di Finanza - La metà dicembre la guardia di finanza effettua acquisizioni di documenti nella sede del Sole, in via Monterosa e in particolare i verbali del cda dal 2010 in poi e l'internal audit sulle copie digitali del giornale. L'anno si chiude con una revisione della diffusione media del quotidiano: nel 2015 fu in realtà inferiore del 34% rispetto ai dati ufficiali (248mila copie giornaliere rispetto alle 375mila comunicate).
  • Napoletano viene indagato insieme ad altri nove - L'inchiesta porta a nuovi sviluppi il 10 marzo 2017 quando si apprende che il direttore del quotidiano Roberto Napoletano, l'ex presidente Benedini e l'ex ad Donatella Treu, insieme ad altri sette, sono indagati per false comunicazioni sociali. Nel decreto di perquisizione della guardia di finanza, firmato dal procuratore Fabio De Pasquale e dal pm Gaetano Ruta, si sostiene che le copie digitali del 'Sole' sarebbero state "enfatizzate" e sarebbero "false". Secondo la Procura, ci sarebbe stato uno "scostamento tra la rappresentazione della realtà economica della società e la situazione effettiva". "Si è veicolato un messaggio largamente positivo sull'andamento economico (vendite crescenti e ricavi correlativi in aumento), laddove le vendite sul digitale tanto enfatizzate erano false e una percentuale significativa delle quote cartacee andava dritta al macero", si legge. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2015 e 2016. Tra gli indagati anche Filippo Beltramini, manager della società britannica Di Source di cui il 'Sole' era cliente e che gestiva un cospicuo pacchetto di abbonamenti digitali. Cuore dell'inchiesta è il presunto dato falso comunicato a marzo del 2016 sulle copie digitali dichiarate come vendute ma che sarebbero risultate 'fantasma'.

Alcuni manager del gruppo - è il secondo filone d'inchiesta - avrebbero inoltre ricevuto compensi (valutati in 3 milioni di euro) per attività mai svolte legate alla distribuzione delle copie digitali del quotidiano. Si tratta dell'ex direttore finanziario Massimo Arioli, dell'ex direttore dell'area vendita Alberto Biella e del direttore dell'area digitale Stefano Quintarelli: sarebbero stati 'soci occulti' della Di Source, la società britannica che sarebbe stata incaricata di vendere pacchetti multipli di copie digitali. -

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