Cosa vuol dire che un Bitcoin vale più di mille dollari

Una pietra miliare per chi lo utilizza, che allontana dal rischio crollo dopo il crack del 2014. Oggi ha una capitalizzazione di 16,5 miliardi

Cosa vuol dire che un Bitcoin vale più di mille dollari
bitcoin (Afp) 

Roma - Bitcoin il 2 gennaio ha superato quota mille dollari per la seconda volta nella sua storia. Una soglia psicologica importante per chi lavora con la moneta digitale. Era già successo alla fine del 2013, giusto pochi mesi prima del più grosso scandalo della sua storia: il crollo della giapponese Mt.Gox, allora il più grosso “cambiamonete” al mondo da valute nazionali in bitcoin. Ne gestiva il 70% in circolazione. Un buco da 409 milioni. Sparirono 774mila bitcoin. Persi, senza lasciare traccia.


Per approfondire: Cosa muove davvero Bitcoin e perché è impossibile fermarlo 

 

Il valore si è consolidato, non è un picco speculativo

Ma cosa significa che Bitcoin vale mille dollari? Il significato è più che simbolico. "È un momento storico in quanto il valore è consolidato, non si tratta di un picco speculativo" ha spiegato ad Agi Stefano Pepe, amministratore delegato di Uniquid, azienda americana che utilizza la tecnologia del bitcoin per eliminare le password e rendere più sicura la collaborazione tra oggetti connessi. "La sua apparente stabilità quindi può cambiare molte carte in tavola. Più che un nuovo crollo come quello del 2014, "Quello che spaventa è un intervento maldestro delle istituzioni, le quali possono temporaneamente frenare gli sforzi imprenditoriali senza portare alcun valore o tutela ai consumatori" continua Pepe. 

La sua capitalizzazione è di 16,5 miliardi

Oggi chi lavora con bitcoin è convinto che quello che è successo tre anni fa non si possa ripetere. La moneta digitale rimane la valuta più volatile al mondo, ma nell’ultimo anno ha cominciato a stabilizzarsi, tanto da sorprendere anche chi la conosce bene. Oggi ha una capitalizzazione di mercato di 16,5 miliardi. Un elemento chiave per capire questa stabilizzazione è che, spiega ad Agi Antonio Simeone, amministratore delegato della società di trading in bitcoin Euklid.com.
 

“Oggi il bitcoin è molto più diffuso di quanto non fosse tre anni fa e molte società stanno lavorando per renderlo più accessibile e alla portata di tutti. Oggi la sua capitalizzazione di mercato è più alta di quella dell'argento”. Per sua stessa natura, più il bitcoin è utilizzato, e da più persone possibili, più diventa sicuro.

La forte crescita della domanda cinese, e il blocco indiano

Come si spiega la crescita così rapida del suo valore? “Sono state elencate diverse cause alla base di questa crescita improvvisa, ad esempio la repressione dei contanti in India per combattere la corruzione”, spiega Simeone, “ma l’impulso determinante è stato rappresentato dalla forte crescita della domanda cinese, dove il governo sta attuando un forte controllo sui capitali”.

Non solo. "In Cina sta emergendo con grande vigore una tendenza volta, sempre di più, a tenere traccia di qualsiasi movimento di denaro". Tantissime le operazioni che vengono registrate. E "al fine di contenere ulteriormente deflussi di capitale, le banche cinesi sono, infatti, tenute a segnalare tutte le transazioni di cassa di ammontare superiore a 50.000 yuan (circa 7.100 dollari) per la Banca popolare della Cina, secondo un documento pubblicato dalla Banca Popolare della Cina nella scorsa settimana".

 

 

I trasferimenti transfrontalieri di più di 200.000 yuan da parte di persone fisiche saranno soggette al processo di registrazione e rapporto. Quindi il bitcoin risulta essere un'alternativa valida. In effetti sebbene il parametro di cambio di bitcoin rimanga in dollaro, negli ultimi due anni lo yuan ha superato il numero di conversioni fatte in dollari. Più conversioni yuan bitcoin vengono fatte, più il prezzo sale. E pochi giorni fa la Google cinese, Baidu, ha annunciato il lancio di una piattaforma di scambio in bitcoin, in rete.

Corrente a basso costo per i miners

Come ha detto in un’intervista ad Agi Cristiano Escaplon, presidente di Cryptoclub, “Per guadagnare con bitcoin bisogna vivere in un paese dove l’elettricità costa poco”. Al di là degli scambi, la ricerca di bitcoin prevede enormi macchine di calcolo, computers che consumano enormi quantità di energia elettrica per risolvere gli algoritmi che li contengono. Più cresce il numero di bitcoin, più aumenta la difficoltà di calcolo. E la richiesta di energia delle macchine. Ecco perché la Cina è perfetta per i miner, i programmatori che tramite software cercano i liberano i bitcoin.

Nel 2017 due fondi di investimento in Bitcoin

Se la “produzione” rimane cinese, la moneta oramai ha valore e estensione globale. Nel 2017 la Securities and Exchange Commission americana deciderà se accettare i primi due fondi di investimento in bitcoin. Se sarà così, verrà ufficializzata come moneta di investimento al pari di tutte le altre.  Stabilizzando ulteriormente il suo valore.

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Cosa è bitcoin e perché in Cina ne vanno matti

“Occorre prendere atto però che il bitcoin è uno strumento lontano dal panorama finanziario che conosciamo” precisa Simeone. “Non è un’azione né una valuta tradizionale. Per aumentare ancora la base di utilizzo è necessario che chi ci lavora sappia come renderla accessibile e farla conoscere”. Con la moneta a quota mille e un valore che tende a stabilizzarsi bitcoin si allontana da un possibile nuovo crollo. Una pietra miliare per i suoi utilizzatori.

Quali scenari possiamo immaginare nei prossimi anni

"Il Bitcoin è destinato a guidare la crescita nei Paesi dove Stati e banche sono carenti, corrotti o inefficienti. Dove le frontiere sono oramai tracce su una mappa e Internet muove domanda e offerta alla velocità del pensiero" spiega Pepe. In Kenia oramai si usano solo cellulare e basta per le transazioni di denaro. "I Paesi oggi egemonizzanti hanno soldi e tempo per capire e favorire questo fenomeno, aprendo ai mercati che nasceranno dove oggi si vedono flussi migratori e zone di guerra. Il paradosso è che invece si sprecano risorse su politiche reazionarie destinate a fallire, così come si è visto con la lotta al file sharing e i programmi di monitoraggio di massa".

La logica che muove il pensiero chi opera su bitcoin è che la moneta buona scaccia la moneta cattiva. "Non so quanto ci vorrà, ma la filosofia del Bitcoin è destinata ad affermarsi e radicarsi dove ci saranno persone consapevoli e governi in grado di fare il loro mestiere. Ovvero pensare al futuro.".