Confindustria, piu' fiducia su Pil e lavoro

(AGI) - Roma, 17 set. - Confindustria crede in una ripresadell'Italia che resta pero' ancora "fragile" e "modesta". Ilcentro studi degli industriali ha alzato le stime del Pil evede 'rosa' anche sul fronte lavoro: il biennio 2014-2016 sichiudera' con mezzo milione di posti in piu'. Il Csc prevede che nel 2015 il Pil registrera' unincremento dell'1% (dallo 0,8% delle previsioni diffuse agiugno) e nel 2016 dell'1,5% (dall'1,4% di giugno). La ripresapero', avverte il centro studi, dipende soprattutto da fattoriesogeni ed e' ancora fragile e modesta. "L'analisi dellasituazione attuale" si legge nel

(AGI) - Roma, 17 set. - Confindustria crede in una ripresadell'Italia che resta pero' ancora "fragile" e "modesta". Ilcentro studi degli industriali ha alzato le stime del Pil evede 'rosa' anche sul fronte lavoro: il biennio 2014-2016 sichiudera' con mezzo milione di posti in piu'. Il Csc prevede che nel 2015 il Pil registrera' unincremento dell'1% (dallo 0,8% delle previsioni diffuse agiugno) e nel 2016 dell'1,5% (dall'1,4% di giugno). La ripresapero', avverte il centro studi, dipende soprattutto da fattoriesogeni ed e' ancora fragile e modesta. "L'analisi dellasituazione attuale" si legge nel rapporto, "suggerisce che ilquesto momento il Paese risplende piu' di luce riflessa che permeriti propri". Provvedimenti "inseriti in primo luogo nellalegge di Stabilita' che e' in cantiere, possono rafforzarel'intensita' del recupero dell'economia italiana, che rimanefragile e modesto rispetto al terreno perduto, alle spinte chearrivano dall'esterno e ai ritmi che sono necessari perchiudere la voragine di produzione reddito e occupazionescavata dalle due profonde e consecutive recessioni". Secondo il numero uno degli industriali, Giorgio Squinzi,si puo' fare di piu'. Un ritorno della crescita economicaitaliana al ritmo del 2% l'anno e' possibile, anche grazieall'azione riformatrice del governo. "L'1% o anche l'1,5% dicrescita sono sicuramente un buon risultato rispetto all'unicaserie di numeri negativi che abbiamo vissuto in questi annidrammatici della crisi", ha detto. "Ma dobbiamo puntare piu' inalto per rimediare ai danni della crisi stessa sia per ilbisogno di lavoro, soprattutto dei giovani. Da tempo sostengoche dobbiamo tornare a crescere ad almeno il 2%. Io sonoconvinto - ha aggiunto - che l'economia italiana possaimboccare una strada di cambiamento. Grazie anche all'azione diun governo che ha gia' preso una serie importante di misurepositive e che ha annunciato che ne varera' delle altre che iogiudico molto rilevanti". Riguardo al numero degli occupati gli industriali prevedonoche quest'anno continuera' a crescere, con una variazione inmedia pari a +0,9%. Nel 2016 registrera' un +1% e il biennio sichiudera' con 278 mila occupati in meno rispetto a fine 2007,ma con +494 mila rispetto al 2014. Di contro il tasso didisoccupazione calera' piu' del previsto: si stima per il 2015un 12,2% (da 12,3%) e per il 2016 un 11,8% (da 12%). Dunque "con i giusti incentivi, l'Italia reagisce nei modie con l'intensita' attesi. Occorre fare di piu' e con piu'decisione", si legge infine nel rapporto che cita proprio comeesempio "gli importanti risultati ottenuti dalle misure sullavoro". Per gli industriali, "maggiori investimenti pubblici eprivati restano lo snodo per consolidare il ritorno allacrescita e vanno sostenuti con misure e risorse ad hoc". (AGI).