Competitivita': Wef, Italia avanti con riforme; bene Jobs Act

(AGI) - Ginevra, 30 set. - L'Italia risale la china dellacompetitivita' grazie soprattutto ai miglioramenti sul mercatodel lavoro introdotti dal jobs act. Nella classifica annualedel World Economic Forum, il Paese guadagna ben sei posizioni,al 43esimo posto dal 49esimo dello scorso anno. Il rapporto,stilato annualmente dagli esperti dell'organizzazione di Davos,sottolinea anche come il Paese dovrebbe ritornare a un trend dicrescita gia' nell'anno in corso "spinto dall'aumento delladomanda interna, dalla politica monetaria favorevole nell'euroarea e da alcuni progressi nell'attuazione delle riformestrutturali". Trampolino di lancio per la competitivita', secondo inumeri snocciolati dal

(AGI) - Ginevra, 30 set. - L'Italia risale la china dellacompetitivita' grazie soprattutto ai miglioramenti sul mercatodel lavoro introdotti dal jobs act. Nella classifica annualedel World Economic Forum, il Paese guadagna ben sei posizioni,al 43esimo posto dal 49esimo dello scorso anno. Il rapporto,stilato annualmente dagli esperti dell'organizzazione di Davos,sottolinea anche come il Paese dovrebbe ritornare a un trend dicrescita gia' nell'anno in corso "spinto dall'aumento delladomanda interna, dalla politica monetaria favorevole nell'euroarea e da alcuni progressi nell'attuazione delle riformestrutturali". Trampolino di lancio per la competitivita', secondo inumeri snocciolati dal Wef, appare proprio l'indicatoredell'efficienza sul mercato del lavoro, in cui l'Italiaguadagna 10 posizioni rispetto allo scorso anno pur restandosempre in fondo alla lista, al 126esimo posto sui 140 paesipresi in considerazione. "Sebbene l'Italia abbia iniziato amigliorare i fondamentali necessari per una crescita a lungotermine - si legge nel rapporto - la sua ripresa e' ancorafragile". L'Italia, proseguono gli esperti del Wef "ha bisognodi continuare sulla strada delle riforme per migliorare la suaproduttivita' che resta bassa rispetto ad altri paesi europei,risultato di costrizioni di lunga durata come quella dellaburocrazia (139esimo posto) e dell'inefficienza del mercato dellavoro". Il rapporto non trascura i nodi strutturali di sempre:come quello della pressione sulle banche e del debito pubblico"aspetti che continuano ad avere un impatto sulle condizionifinanziarie e a bloccare gli investimenti privati". Mentrerestano le punte di eccellenza delle dimensioni del mercato inItalia (12esimo posto), della salute e dell'educazione primaria(26), infine delle infrastrutture (26). Nel complesso il rapporto, che prende in considerazione 12pilastri di competitivita', dalle istituzioni del Paese finoall'innovazione, promuove, per il settimo anno consecutivo laSvizzera, al primo posto, seguita da Singapore e Usa, conl'avanzamento al quarto posto della Germania che superaquest'anno l'Olanda, al quinto. Monito per tutti i paesi quellodi "abbracciare le riforme strutturali a lungo termine chespingono la prouttivita' e liberano il talentoimprenditoriale", abbassare i livelli di disoccupazione: inaltre parole cercare di governare quella che viene definita la"nuova normalita'", un misto di bassa crescita, bassaproduttivita' e bassi livelli occupazionali per tutti". Tra i paesi emergenti da notare il salto in avantidell'India, collocatasi quest'anno al 55esimo posto con unbalzo di 16 posizioni. Bene anche il Sudafrica che e' rientratoal 49esimo posto nella top 50. Mentre l'economia emergente piu'competitiva resta la Cina saldamente al 28esimo posto. Nelloscenario Mediorientale spiccano le economie del Golfo con ilQatar al 14esimo posto e gli Emirati arabi al 17esimo. Infinetra le economie nord africane, le piu' fragili, le posizionipiu' alte sono del Marocco al 72esimo posto. (AGI).