La crescita della Cina verso i minimi da 27 anni

Secondo il consigliere del governo di Pechino, Yao Jingyuan, l'incremento del Pil potrebbe scendere sotto il 6% già nel quarto trimestre. C'entrano le sanzioni Usa

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GREG BAKER / AFP 
Cina congresso (Afp) 

La crescita economica della Cina potrebbe rallentare sotto il 6% già nell'ultimo trimestre di quest'anno: la stima è del consigliere del governo cinese Yao Jingyuan, già a capo dell'Ufficio nazionale statistico.

Secondo l'economista, la Cina sta fronteggiando "una delle maggiori sfide" nella storia della Repubblica Popolare, su cui incide un anno e mezzo di sanzioni commerciali statunitensi. La crescita del prodotto interno lordo, se fosse confermata al di sotto del 6%, si collocherebbe ai minimi da 27 anni "né si può escludere - ha detto Yao parlando ai giornalisti - che si mantenga allo stesso livello anche nel 2020".

"Quest'anno l'economia cinese ha attraversato le maggiori difficoltà e le più grandi sfide della propria storia", ha sottolineato Yao Jingyuan, anche se il governo è riuscito a stabilizzare la congiuntura sia per il settore finanziario sia per quello commerciale, sia per gli investimenti esteri sia riguardo ai livelli occupazionali.

A inizio d'anno, il governo aveva fissato per il 2019 un obiettivo di crescita compreso fra 6% e 6,5%. Tuttavia Yao, alla luce dell'andamento dell'economia e delle prospettive attuali, raccomanda un target più realistico per il 2020 nella misura del 6%, che considera il livello minimo per assicurare sostenibilità alle imprese e all'occupazione. Per l'economista sarebbe inoltre consigliabile innalzare la soglia del rapporto deficit/pil dall'attuale 2,8% al 3%, anche se questo viene già ritenuto come un "livello d'allerta".

Circa la politica monetaria, Yao è convinto che "resti un certo margine per abbassare i tassi d'interesse e per ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria" delle banche.

Mentre i negoziatori cinesi e americani cercano un accordo "preliminare" in materia di commercio, Yao ricorda che Pechino dispone di un "vantaggio politico" rispetto a Washington: "Noi siamo uniti come un sol uomo di fronte alle difficoltà". Ma c'è un contro quando l'atteggiamento è tanto consensuale: Yao riconosce che in passato "le autorità locali avevano l'abitudine di manipolare le cifre della crescita economica", però ritiene che la presidenza di Xi Jinping abbia posto fine alle contraffazioni statistiche perché "se si falsano i numeri poi se ne paga il prezzo".



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