Queste sono le auto elettriche cinesi che potremmo guidare domani

Le vetture tradizionali arrancano, è tempo di nuove sfide. Lo dimostra il salone di Pechino dal quale le case cinesi puntano alla conquista del mercato internazionale

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dycj / Imaginechina
 
 Auto elettriche Byd al salone di Shanghai

Gruppi ancora poco noti al grande pubblico come Nio, o già sulla cresta dell'onda, come Byd, e brand consolidati in Cina, come Saic. Sono tre esempi dell’innovazione del settore automobilistico cinese che in futuro potrebbero affermarsi in occidente, grazie allo sviluppo delle auto elettriche, che in Cina si intreccia anche con quello delle nuove tecnologie, mentre il settore automobilistico sembra andare incontro a un sorprendente rallentamento. Gli ultimi dati del settore automobilistico cinese non appaiono particolarmente lusinghieri.

Dati interessanti

La China Association of Automobile Manufacturers, a settembre scorso, ha segnato un calo delle vendite dell’11,6%, a quota 2,4 miliardi di veicoli, e in calo per il terzo mese consecutivo. Il settore sottolinea un articolo di Forbes, appare essere entrato nella maturità, con una crescita in linea a quella degli indicatori macro-economici, dopo venti anni di espansione. In controtendenza sono proprio i veicoli elettrici e quelli alimentati a nuove fonti energetiche, che nei primi nove mesi del 2018 hanno registrato un balzo dell’81,1% nelle vendite rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 721mila auto vendute.

Il segnale che viene dal Salone dell'auto

Più che i dati di vendita, che partono da basi più basse di quelle delle auto tradizionali a combustione, a dare la dimensione del fenomeno è stata la presenza dei nuovi veicoli all’ultimo autosalone di Pechino, ad aprile scorso, dove i modelli elettrici e ibridi hanno dominato l’esposizione e attratto il maggiore numero di curiosi e appassionati delle quattro ruote. E’ il caso del brand emergente Nio, fondato nel 2014 che si presenta come “la casa automobilistica della prossima generazione” e che a quattro anni dalla nascita conta su sedi a Shanghai, a San Josè in California, a Londra e Monaco di Baviera: ad Auto China 2018 Nio ha presentato l’ultimo modello, la Ep9, che dichiara essere “la più veloce auto elettrica al mondo”.

Un quadro in movimento

A dominare il settore, è però, il gruppo di Shenzhen Byd, che ad agosto scorso, contava quattro suoi modelli tra i dieci più venduti in Cina. Fondata nel 1995, e in cui ha una partecipazione anche Warren Buffett, oggi ha 240mila dipendenti in tutto il mondo (dai venti iniziali) e si pone come leader in Cina per lo sviluppo di batterie per le auto elettriche.

Anche brand già noti, come Saic, puntano all’innovazione per conquistare in futuro nuovi mercati: il colosso automobilistico di Shanghai ha firmato nei giorni scorsi un accordo assieme al colosso delle telecomunicazioni cinese China Mobile per creare il primo veicolo di massa dotato di tecnologia internet 5G.

A scommettere sulla crescita delle auto elettriche in Cina - e in controtendenza con il clima di tensione sul commercio tra Cina e Stati Uniti - è anche Tesla, che a luglio scorso ha firmato l’accordo per il primo maxi-impianto al di fuori degli Usa, che sorgerà a Shanghai e che produrrà 500mila vetture all’anno a pieno regime.

Senza guidatore si va nel futuro

L’attenzione, però, oggi, appare dominata dalle auto a guida autonoma, in forte espansione. A fine ottobre, Baidu, il gruppo di internet leader tecnologico a livello nazionale in questo settore, ha siglato un accordo con Ford che permetterà alla casa automobilistica americana di testare sulle strade di Pechino le auto a guida autonoma.

Non sarebbe, comunque, una prima volta assoluta: già a febbraio scorso, a Guangzhou, nel sud-est della Cina, alcune strade erano state aperte al traffico per auto a guida autonoma, e prima ancora, a dicembre 2017, la municipalità di Pechino aveva preso la stessa decisione, alla periferia della capitale.

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BAO FENG / IMAGINECHINA 
Auto elettriche Cina (Afp) 

Nel settore, vuole inserirsi a pieno titolo anche Didi Chuxing, il gigante del ride-sharing che conta su 550 milioni di utenti ed effettua oltre trenta milioni di corse al giorno in quattrocento città della Cina. Didi punta a diventare uno dei gruppi di punta nello sviluppo della tecnologia per la guida autonoma, ha dichiarato ai microfoni di Cnbc il capo ingegnere del gruppo, Henry Liu, e sta sviluppando la tecnologia per i sensori automobilistici e stradali.

La curiosità attorno alle auto senza conducente è sempre più forte e l’emittente televisiva statale cinese, China Central Televison, proprio oggi, ha dedicato un servizio ai test di guida autonoma nella città più popolosa della Cina, Chongqing, dove alcuni appassionati hanno potuto testare su strada le potenzialità delle nuove vetture.



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