Al via la Food Innovation Global Mission 2018, due mesi per il mondo per la sostenibilità alimentare

Il 12 maggio da Bologna partirà una delegazione internazionale formata da giovani ricercatori che gireranno il mondo per dare il loro contributo alla realizzazione di un futuro più sostenibile nel settore del food

Al via la  Food Innovation Global Mission 2018, due mesi per il mondo per la sostenibilità alimentare 
 

Se c’è un Paese che sa trasformare l’innovazione in tradizione quello è l’Italia. Almeno nel settore del cibo. Ed è per questo che il 12 maggio proprio dall’Italia, da Bologna per essere precisi, partirà una delegazione internazionale formata da giovani ricercatori che gireranno il mondo per dare il loro contributo alla realizzazione di un futuro più sostenibile nel settore del food. E’ la Food Innovation Global Mission 2018, che giunta alla sua seconda edizione e presentata alla Camera di Commercio di Roma, vanta già numeri importanti: due mesi di promozione, 16 studenti-ricercatori di 10 nazionalità, 12 città e 10 Paesi in tutto il mondo.

A sporcarsi le mani saranno i 16 studenti-ricercatori del “Food Innovation Program 3.0”, Master internazionale di secondo livello sulla Food Innovation organizzato presso UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia) da Future Food Institute in collaborazione con l’Institute For the Future di Palo Alto. I risultati verranno poi presentati in occasione della prossima edizione della Maker Faire Rome che si terrà dal 12 al 14 ottobre.

Si parte dunque da Bologna per proseguire nei principali food tech hub del mondo Amsterdam, Madrid, Valencia, Berlino, Toronto, New York, San Francisco, Tokyo, Hong Kong, Shanghai, Mumbai, Bangkok. Ed è in questi luoghi del cibo che la delegazione incontrerà aziende, startup, makers, scienziati per promuovere un approccio più sostenibile e consapevole dell'alimentazione e sviluppare nuove tecnologie e innovazioni nel settore alimentare.

“Quest'anno puntiamo sulle “food identities” e su quanto il cibo possa diventare un punto d'integrazione e di identificazione”, spiega Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute e tra i relatori intervenuti alla conferenza. Ma non è solo questo: “La scelta di ciò che mangiamo ha un impatto sul mondo, sull’ambiente, sull’etica. Ecco perché tutti possiamo dare un contributo, nel nostro piccolo”. La nostra missione – sostiene Roversi- è quella di “ispirare e valorizzare persone di talento, aziende, comunità, per migliorare la prosperità economica, la sostenibilità, le condizioni climatiche e la salute delle persone attraverso un ripensamento su come il cibo è prodotto, distribuito, consumato.

Ma su cosa si concentrerà concretamente la missione? “Quattro sono le tematiche principali – continua Roversi - Sostenibilità e economia circolare; futuro delle proteine; innovazione agricola in contesti rurali e urbani; il futuro dei food service”. “Il connubio tra innovazione e tradizione è fondamentale” in quanto la tradizione non è altro che “una innovazione ben riuscita in grado di dar vita a una vera e propria sinergia con continuità tra passato e futuro”: non ha dubbi Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, intervenuto alla conferenza con un messaggio video. 

De Castro fa l’esempio della Food Valley dell’Emilia Romagna “che è l’emblema di questo connubio e la Food Innovation Global Mission del Future Food Institute fornisce un’importante contributo al dibattito internazionale sul tema, coniugando scienza, impresa, media e Istituzioni in un approccio olistico capace di cogliere tutto il valore e l’impatto di tale sinergia”. Per il ministro Giovanni Umberto De Vito della direzione generale promozione sistema Paese del ministero degli Esteri “l’Italia dispone di uno straordinario patrimonio agro-alimentare che – per il rispetto delle tradizioni e delle peculiarità territoriali, per l’attenzione rivolta alla qualità e alla sostenibilità della produzione – viene apprezzato in tutto il mondo. L’innovazione applicata al settore agro-alimentare, a monte e a valle dei processi produttivi, costituisce in tale contesto una leva importante per affermarsi sui mercati esteri”. Ecco perché “anche quest’anno la Farnesina ha voluto concedere il proprio patrocinio alla Food Innovation Gobal Mission.



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