Cgia: con Imu e Tasi boom delle tasse sulla casa in 3 anni

(AGI) - Roma, 14 dic. - A seguito dell'introduzione dell'Imu esuccessivamente della Tasi, tra il 2011 e il 2014 la tassazionesugli immobili diversi dall'abitazione principale ha registratodei veri e propri aumenti boom. Lo sostiene il centro studidella Cgia di Mestre, secondo cui nei tre ani in questione c'e'stato un aumento del 236 % sulle seconde case locate a canoneconcordato, del 150 % sulle seconde case locate a canonelibero, del 144 % sugli uffici e gli studi privati. Secondo laCgia, l'aumento su negozi e botteghe e' stato del 140 %, del115 %

(AGI) - Roma, 14 dic. - A seguito dell'introduzione dell'Imu esuccessivamente della Tasi, tra il 2011 e il 2014 la tassazionesugli immobili diversi dall'abitazione principale ha registratodei veri e propri aumenti boom. Lo sostiene il centro studidella Cgia di Mestre, secondo cui nei tre ani in questione c'e'stato un aumento del 236 % sulle seconde case locate a canoneconcordato, del 150 % sulle seconde case locate a canonelibero, del 144 % sugli uffici e gli studi privati. Secondo laCgia, l'aumento su negozi e botteghe e' stato del 140 %, del115 % sulle seconde case sfitte, del 108 % sui laboratoriartigianali, del 96 % su alberghi, pensioni e capannonicommerciali e del 95% su opifici, capannoniartigianali/industriali e fabbriche. I calcoli hanno preso comeriferimento iniziale il 2011, ultimo anno in cui abbiamo pagatol'Ici. Per gli immobili ad uso produttivo, i risultati nontengono conto del risparmio fiscale concesso dalla legge. Nel2014, ad esempio, la Tasi e' per le aziende completamentededucibile dal reddito di impresa, mentre l'Imu lo e' solo peruna quota pari al 20 per cento. "Tendenzialmente - segnala ilsegretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - i Sindaci hannomantenuto relativamente basso il livello di tassazione sulleprime case, innalzando, invece, quello sugli immobili ad usoproduttivo e sulle abitazioni diverse dalla principale. Ricordoche in queste ultime non rientrano solo quelle di proprieta' difamiglie benestanti che hanno acquistato la seconda casa almare o in montagna, ma troviamo anche quelle di persone chehanno ereditato l'immobile dopo la scomparsa dei genitori osono diventate seconde case perche' nel frattempo i proprietarihanno cambiato residenza a causa del trasferimento in un'altracitta' per motivi di lavoro." In termini assoluti, fa notare lostudio della CGIA, il peso dell'Imu piu' Tasi si fa sentiresoprattutto sugli immobili ad uso produttivo. Quest'anno iltitolare di un albergo/pensione e' chiamato a pagare mediamente11.855 euro, la proprieta' che gestisce un supermercato 7.931euro, l'azienda proprietaria di una grande fabbrica 6.385 euro,mentre il titolare di un capannone artigianale/industriale deveversare attorno ai 4.000 euro. Sulle seconde case sfitte(prevalentemente abitazioni di villeggiatura ubicate in zone dimare o di montagna) il carico fiscale Imu piu' Tasi costamediamente 932 euro, quello delle abitazioni locate a canonelibero 911 euro, mentre per le abitazioni locate a canoneconcordato 773 euro. Da un punto di vista metodologico, segnalainfine la CGIA, per ciascuna tipologia di imposta e' statautilizzata l'aliquota media risultante dall' analisi delledelibere dei Comuni capoluogo di provincia. Per ogni tipologiaimmobiliare, invece, la rendita catastale media e' stataricavata dalla banca dati dell'Agenzia delle Entrate. Inriferimento alle abitazioni, si e' stimata una renditacorrispondente alla media ponderata delle rendite medie delleunita' abitative di categoria A2 e A3. (AGI).