Censis: l'Italia teme la poverta' e i giovani sono umiliati

(AGI) - Roma - Il picco negativo della crisi sembraormai alle spalle, ne e' convinto il 47% degli italiani, maadesso a  [...]

Censis: l'Italia teme la poverta' e i giovani sono umiliati

(AGI) - Roma, 5 dic. - Il picco negativo della crisi sembraormai alle spalle, ne e' convinto il 47% degli italiani, maadesso a prevale e' l'incertezza sul futuro: il 60% teme,infatti, di diventare povero da un momento all'altro. I redditicrollano, le famiglie si rifugiano nel risparmio. Un capitaleumano di 8 milioni di individui che vorrebbe ma non riesce atrasformarsi in energia lavorativa. Giovani umiliati con lavorisotto inquadrati, rispetto al proprio titolo di studio, o"ibridi"; uno su due ha un'occupazione temporanea,intermittente o ha una finta partita iva. Il quadro che emergenel 48esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale delPaese e' di un'Italia ripiegata su se stessa, attendista ecinica. Il tutto si riflette sulla gestione dei soldi da partedelle famiglie. Aumentano del 4,9%, tra il 2007 e il 2013,depositi bancari e contanti. La spesa pagata cash si stima incirca 410 miliardi di euro (il 41% del totale); il contante e'- secondo il Censis - lo strumento "dell'informale, del nero,del sommerso, per creare reddito non tassato e abbassare icosti". L'attendismo degli italiani si alimenta anche dellaconvinzione per riuscire nella vita l'importante e' avere leconoscenze giuste (per il 29%), mentre l'intelligenza raccogliesolo il 7% delle risposte. Ripiegati su se stessi sono anchegli individui: il 47% degli italiani dichiara di restare solodurante il giorno per 5 ore e 10 minuti in media. Come se sivivesse 78 giorni di isolamento in un anno. Cambia il modo direlazionarsi con l'altro, ruolo importante rivestono i socialnetwork utilizzati dal 49% della popolazione, all'80% tra gliunder 29. La societa' viene descritta dal Censis con lametafora delle "sette giare", caratterizzate da potenzainterna, ma senza processi esterni di dialettica. Imedio-piccoli imprenditori sono concentrati sull'export esull'internazionalizzazione e sono poco inclini a fare gruppo.Soffre il grande capitalismo, si cede agli stranieri e siriorganizzano le aziende (lo ha fatto il 41,8%). In generale,nel comparto delle industrie il Censis stima un fortissimo calodegli investimenti con un'incidenza sul Pil al 7,8%. Rispettoal 2007, la mancata spesa cumulata per investimenti haraggiunto la somma record di 333 miliardi di euro. Chi invecesembra affrontare meglio la crisi sono gli immigrati: dal 2011a oggi i negozi al dettaglio gestiti da stranieri nel nostroPaese sono complessivamente 125.965 (il 15% del totale) eregistrano una crescita del 13,4%. Unico dato consolante sembraessere quello riguardante l'interesse suscitato dall'italianway of life. Siamo la quinta destinazione turistica al mondocon 186,1 milioni di presenze turistiche straniere nel 2013 e20,7 miliardi di euro spesi, (+6,8% rispetto al 2012). Inoltresempre piu' persone parlano la nostra lingua: circa 200 milioninel mondo. (AGI)