Il botta e risposta al veleno tra Calenda e il presidente di Confindustria Boccia

L'ex ministro accusa gli industriali di essere diventati leghisti. Il presidente replica: "lui non sa nemmeno organizzare cene". Il dem: "Ho fatto il piano Impresa 4.0. Prendere lezioni da chi ha fatto fallire l'unica azienda che possiede è troppo"

Il botta e risposta al veleno tra Calenda e il presidente di Confindustria Boccia

Botta e riposta tra il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e l'ex ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sulla Lega nell'esecutivo.

Tutto parte dalle parole pronunciate stamattina da Vincenzo Boccia a Breganze, durante l'assemblea dell'associazione di Vicenza, spiega Repubblica. "Di questo governo crediamo fortemente nella Lega, è una componente importante, qui non si tratta di regionalità ma di risposte vere ai cittadini", ha detto il presidente di Confindustria con il chiaro intento di trovare una sponda nel Carroccio, per gli interessi della categoria, rispetto alla linea voluta dai Cinquestelle. Un'apertura di credito, comunque. "Sono necessari tempi certi, facciamo al più presto questa opera, senza perdere tempo", ha poi aggiunto a proposito del ponte Morandi. 

Dura la reazione dell'ex ministro dello Sviluppo economico: "La Confindustria è ufficialmente leghista. Chissà se le imprese credono anche nel piano B, nel trasformare l'Italia in una democrazia illiberale, nello spread fuori controllo etc. Mai un Presidente aveva fatto un endorsement così a un partito politico. Vergognoso". Scrive sul suo profilo Twitter.

Ma la controreplica degli industriali è ancora più dura: "Lui ha parlato di una Confindustria appiattita e non ha avuto parole tenere nei nostri confronti", risponde Boccia. "In realtà Calenda non è neanche in grado di organizzare una cena a casa sua con i compagni di partito". Segue poi ancora la controreplica di Calenda che ricorda quanto fatto, al governo, da ministro. 



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