La svolta 'verde' di Brescia: 500 euro in car sharing per chi rottama l'auto

L'inziativa del comune è rivolta a tutti coloro che rinunciano alla macchina e si impegnano a non acquistarne un'altra per un anno

La svolta 'verde' di Brescia: 500 euro in car sharing per chi rottama l'auto

Rendere appetibile il car sharing per spingere i cittadini a lasciare l’auto a casa – o addirittura a rottamarla - a beneficio della qualità dell’aria e del decoro. E’ l’obiettivo del comune di Brescia che si scopre eco-friendly e dichiara guerra alle automobili con un’iniziativa unica in Italia: chi rottama l’auto e si impegna a non acquistarne un’altra riceverà un bonus di 500 euro da spendere in viaggi sui mezzi pubblici oppure in car sharing. Non a caso il progetto si chiama “Car sharing card”, per ottenerla basta presentare il certificato di demolizione e firmare un documento in cui ci si impegna a non acquistare l’auto nei 12 mesi successivi.

A chi è rivolta l'iniziativa

L’iniziativa non ha limiti di residenza, spiega all’Agi l’assessore alla Mobilità del comune di Brescia Federico Manzoni:“Non abbiamo voluto indirizzarla solo ai bresciani perché gli studi affermano che nelle ore diurne nelle città di media grandezza come Brescia si contano più persone che arrivano dalla periferia che quelle residenti. E’ per questo che non abbiamo voluto mettere un freno. L’unico requisito  è quello di avere un’auto di proprietà e di essere pronti a rottamarla”. Tuttavia i destinatari ideali del progetto sono le famiglie con due macchine: “La prima auto fa parte del nostro quotidiano, è una comodità cui forse non riusciamo più a rinunciare. Ma la seconda macchina si può lasciare a casa. O meglio, rottamare.

Qualità dell'aria e strade più libere, i benefici dell'auto condivisa

Gli incentivi ad abbandonare l’auto rientrano in quadro nazionale che risale agli anni 2000 e messo a punto dal ministero dell’Ambiente, dichiara Manzoni. Tuttavia è la prima volta che una città invita alla rottamazione e che prevede incentivi anche per i trasporti pubblici. “Abbiamo abbracciato la filosofia che c’è dietro il car sharing e che punta ad abbassare nel tempo il numero delle auto in città a favore di una mobilità condivisa e più sostenibile”, afferma l’assessore, secondo cui i benefici sarebbero molteplici: “Il problema del traffico porta con sé emissioni e un evidente peggioramento della qualità dell’aria, inquinamento acustico e congestione dei centri urbani. Lo spazio pubblico in una città è un bene da difendere e un utilizzo della strada meno “auto-centrico” senz’altro un guadagno per tutti”.

"Uber importante per svecchiare un mercato rigido"

L’iniziativa di Brescia strizza l’occhio alle nuove soluzioni di mobilità alternative, tra cui l’offerta di Uber, sebbene non sia ancora presente nella città lombarda. “Non abbiamo preclusioni. Siamo assolutamente interessati a Uber come a tutte quelle proposte che invogliano i cittadini a lasciare a casa l’auto”. Quanto alla battaglia tra il colosso californiano, tassisti e Ncc, Manzoni non ha dubbi: “L’apertura del mercato è di sicuro uno stimolo a superare le rigidità normative e a svecchiare un quadro normativo obsoleto che necessariamente deve stare al passo della necessità della clientela”.