Boccia sul Pil, direzione giusta ma accelerazione bassa

Il presidente di Confindustria: "Non cambia la fotografia, crescita resta la priorità"

Boccia sul Pil, direzione giusta ma accelerazione bassa
  Vincenzo Boccia

Cernobbio - "Siamo a sette punti di Pil indietro rispetto al 2007: e' la direzione giusta ma evidentemente non basta": con questa osservazione il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha sintetizato l'andamento dell'economia italiana del suo intervento al Forum Ambrosetti. L'ultimo dato sull'andamento del pil (crescita zero nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente, ma rialzo da +0,7% a +0,8% nel dto sull'anno) per Boccia "conferma che la questione prioritaria per il Paese e per l 'Europa e' la crescita e su questo dobbiamo lavorare". "Non e' una grande novita', sono pochi decimali, nel bene e nel male non cambia la fotografia della questione e nemmeno la sostanza", ha aggiunto.

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Boccia ha insistito che la crescita è la priorita' e bisogna recuperare competitivita' in modo strutturale. "L'idea che stiamo portando avanti e' quella di un Paese che debba riportare all'attenzione strategica la visione industriale con una politica di medio termine, attuando una politica che abbiamo definito dell'offerta. Imprese competitive per vendere prodotti e servizi nel mondo e riattivare la domanda ripartendo da una competitivita' strutturale".

Il presidente di Confindustria ha sottolineato che l' accordo con i sindacati su ammortizzatori sociali e crisi firmato con i sindacati giovedì rappresenta "un secondo passo che viene dopo l'accordo di luglio fatto per i premi di produzione per le piccole imprese": "E' un elemento importante in termini di metodo, ci siamo dati delle priorita': stiamo lavorando su vari tavoli, quando c e'competenza e condivisione si chiude l'accordo e si va avanti anche nel tentativo di condividere un'idea di indirizzo della priorita' della questione industriale del Paese".
 
Riguardo al progetto di Industria 4.0, a cui lavora il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, che lo affiancava al tavolo di Cernobbio, Boccia lo ha definito "una grande sfida interna ed esterna alle fabbriche, tecnologica e culturale". "Dobbiamo coglierla, possiamo cavalcarla. Non dimentichiamo che siamo il secondo Paese industriale d'Europa, dobbiamo avere grandi ambizioni. Potremmo essere uno dei più grandi Paesi industriali se attiviamo questa nuova dimensione che e' la grande rivoluzione industriale che il mondo deve cogliere a partire dall'industria italiana". (AGI)