Confindustria ha chiesto di nuovo al governo di cambiare la manovra

Per Vincenzo Boccia il problema non è ne il deficit né il rating ma la crescita

Confindustria ha chiesto di nuovo al governo di cambiare la manovra

La manovra va corretta, rafforzando la crescita: il problema non è tanto lo sforamento del deficit e l'abbassamento del rating deciso da Moody's, che "era nelle cose", ma vincere la sfida dello sviluppo, pena la credibilità del governo. È il messaggio che da Capri il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, lancia all'esecutivo alle prese con un delicato consiglio dei Ministri, dopo gli scontri sul decreto fiscale. Agli imprenditori non interessano i retroscena sulle 'manine' ma chiedono investimenti, il rifinanziamento di Industria 4.0, l'attuazione delle opere pubbliche.

Savona: "Nessun pericolo di default"

Parlando al 33esimo convegno dei Giovani imprenditori, Boccia sottolinea i rischi dello spread, una tassa per famiglie e imprese, e avverte l'esecutivo che per modificare la legge di bilancio i tempi sono stretti. Il ministro agli Affari europei Paolo Savona, assicura dal palco che non vi sono rischi default e che il debito pubblico italiano è perfettamente solvibile. Quindi riconosce l'importanza degli investimenti, capaci di far crescere il Paese anche del 2-3%, e sostiene che le manovre non devono essere 'piloti automatici'.

Ma Boccia vuole andare a vedere le buone intenzioni dell'esecutivo, a partire dal reddito di cittadinanza che non può essere un sussidio ma piuttosto un ponte per il lavoro. A richiamare il governo alle proprie responsabilità era stato ieri con forza il presidente dei Giovani imprenditori Alessio Rossi: basta con le sceneggiate delle manine misteriose, con gli annunci, i fuochi di artificio e gli slogan da campagna elettorale. La manovra appare a Rossi come una lista di cambiali in bianco che dovranno pagare le nuove generazioni, per le quali il futuro rischia di diventare "un titolo junk, spazzatura".

C‚Äčompito del governo, allora, dice Boccia, è spiegare all'Europa che l'Italia è pronta a imboccare la strada della crescita; se invece "non ce l'ha e fa solo deficit e debito, la partita il Paese l'ha già persa". Il messaggio alla politica è di "non cavalcare le ansie e non cercare colpe ma di individuare soluzioni", ma anche di confrontarsi con i corpi intermedi: Confindustria, sottolinea Boccia, "rappresenta il popolo e l'industria italiana e non si può dire che le associazioni sono tutte uguali". 



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