Bilancio: deficit e migranti, cosa dice Documento Mef

Bilancio: deficit e migranti, cosa dice Documento Mef
Mef, ministero economia e finanze, piazza delle Finanze. Finanze, finanziaria, economia, soldi pubblici

di Silvia Inghirami

Roma - "Il deficit di bilancio inizia a diminuire, nonostante previsioni del Pil inferiori alle attese e spese straordinarie". Così si legge nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB), in inglese Draft Budgetary Plan, che il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha trasmesso alla Commissione europea, ed è stato pubblicato oggi sul sito del ministero. "Quest'anno il deficit delle amministrazioni pubbliche è previsto in diminuzione al 2,4% del Pil, dal 2,6% del 2015. Il rapporto deficit/Pil risulterebbe essere più alto solo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima del 2,3% indicata nel Programma di Stabilità 2016, nonostante un ridimensionamento delle stime di crescita pari a 0,4 punti percentuali".


Documento Programmatico di Bilancio 2017

 

"Nella recente Nota di Aggiornamento al Def 2016, l'obiettivo di disavanzo per il 2017 è stato alzato dall'1,8% del Pil al 2,0% del Pil. Il governo, tuttavia, ha chiesto al Parlamento di autorizzare un ulteriore aumento del disavanzo fino ad un massimo di 0,4 punti percentuali di Pil, al fine di affrontare le spese straordinarie legate all'immigrazione, il recente terremoto in Italia centrale e un piano di investimenti antisismico per gli edifici e le infrastrutture che non può più essere rimandato considerata la frequenza con cui si verificano terremoti distruttivi".

Il 12 ottobre il Parlamento ha autorizzato l'ulteriore spazio fiscale pari a 0,4 punti di Pil e il governo ha deciso di "utilizzare tre quarti del margine aggiuntivo autorizzato dal Parlamento, in modo da mantenere il deficit nominale su un sentiero di riduzione e avere un saldo strutturale sostanzialmente invariato, considerando le poste straordinarie sopra indicate". Nel capitolo 'eventi eccezionali', il Dpb spiega che sul bilancio programmatico gravano spese di natura eccezionale in misura pari a circa 0,4% del Pil per il prossimo anno (era 0,5% nella precedente versione), in relazione al "protrarsi dell'emergenza relativa ai migranti (0,2% del Pil) e la necessità di impostare una politica di ampio respiro nella gestione dell'immigrazione, che includa investimenti nei paesi chiave di transito e di origine dei flussi (0,02% del Pil); il sisma del 24 agosto 2016 e la necessitàdi garantire - al di là degli interventi per affrontare i danni immediati che sono già scontati tra le misure una tantum - la salvaguardia del territorio nazionale, in primis prevedendo misure di contrasto al dissesto idrogeologico e mettendo in sicurezza le scuole (circa 0,2% del Pil)". (AGI)