Draghi apre a un taglio dei tassi e suscita l'ira di Trump

Il Quantitative easing ha ancora notevoli margini, ha detto il presidente della Bce. Per l'inquilino della Casa Bianca l'Europa vuole così competere "in modo ingiusto"

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Draghi riconosce che la crescita economica è in affanno e annuncia un possibile taglio dei tassi di interesse. Immediata la reazione dei mercati con un aumento degli indici di Borsa e il calo di euro e spread. Ma immediata anche la replica irritata di Trump che, in un tweet, accusa di fatto il presidente della Bce di voler rafforzare il dollaro e peggiorare così la capacità competitiva dell'economia Usa.

Parlando a Sintra in Portogallo, Draghi mette mano all'arsenale a disposizione della banca centrale e fa sapere che, se l'economia europea non dovesse mostrare segni di miglioramento, in particolare sul fronte dell'inflazione, potrebbe esserci bisogno di nuovi stimoli. Draghi fa esplicitamente riferimento al "programma di acquisto asset", ovvero al Qe, il quale dice "ha ancora uno spazio considerevole", cioè potrebbe essere riesumato, con gli opportuni aggiustamenti.

Inoltre Draghi ricorda che "ulteriori tagli dei tassi e misure per mitigare qualsiasi effetto attualmente collaterale continuano a far parte degli strumenti" a disposizione della Bce.

Le sue parole hanno un effetto dirompente sui mercati, fanno precipitare lo spread sotto quota 250, ai minimi da aprile, fanno scendere l'euro sotto 1,12 sul dollaro e rivitalizzano le Borse europee, che erano scese in territorio negativo e subito girano al rialzo, in particolare Milano e Parigi, attualmente vicine a +1,5%.

La reazione di Trump

Donald Trump, da Washington, sobbalza alle parole del presidente della Bce e twitta infuriato: "Draghi ha appena annunciato il possibile arrivo di altri stimoli, facendo immediatamente calare l'euro contro il dollaro, e rendendo ingiustamente più facile per loro (l'Europa, ndr.) competere con gli Stati Uniti. Sono anni che lo stanno facendo, insieme alla Cina e ad altri". 

Il principale destinatario del tweet sembra però il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Domani si riunisce infatti il comitato di politica monetaria della banca centrale americana, sulla quale Trump sta esercitando forti pressioni perché torni a tagliare il costo del denaro. 

"Abbiamo il nostro mandato. Il nostro mandato è la stabilita' dei prezzi" o l'inflazione appena al di sotto del 2%, ha replicato Draghi, "siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti che sono pronti ad adempiere a questo mandato, e non miriamo al tasso di cambio".

In arrivo una tabella di marcia

Draghi non si limita a preannunciare il possibile arrivo di nuovi stimoli ma, compatibilmente con il suo mandato, che scade a ottobre, indica anche i tempi, ravvicinati, dell'eventuale allentamento monetario. "Nelle prossime settimane - fa sapere - il Consiglio direttivo delibererà su come i nostri strumenti possano ridurre il rischio di danni alla stabilità dei prezzi. Siamo in grado di adattare la nostra forward guidance (le nostre linee guida, ndr) adeguando il nostro orientamento e la sua capacità di tener conto delle variazioni nel percorso di aggiustamento dell'inflazione".

E questo. precisa "si applica a tutti gli strumenti di politica monetaria". Il presidente Bce ha poi messo in guardia sulle prospettive dell'economia europea. "Guardando in avanti, lo scenario dei rischi rimane negativo, e gli indicatori per i prossimi trimestri indicano una debolezza persistente. Non si sono dissipati quei rischi evidenti durante tutto lo scorso anno, in particolare i fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilita' dei mercati emergenti" ha detto, notando che "il trascinarsi dei rischi ha pesato sull'export, specie sull'industria manifatturiera". 

Draghi ha poi evidenziato che in Europa "la politica di bilancio deve giocare il suo ruolo" fornendo uno stimolo all'economia quando questa è debole e non lasciando alla sola Bce questo compito. "Nell'ultimo decennio - ha detto Draghi - l'aggiustamento macroeconomico è toccato in modo sproporzionato alla politica monetaria. Abbiamo persino visto casi in cui la politica fiscale è stata pro-ciclica, andando in direzione contraria allo stimolo monetario".

Un messaggio indiretto all'Italia

Sempre in riferimento alla politica di Bruxelles, Draghi ha poi lanciato un appello per una politica comune di bilancio. "Poiché l'espansione fiscale negli altri paesi potrebbe avere limitati effetti di ricaduta - ha detto - le politiche fiscali nazionali restano contenute. Pertanto, occorre procedere in modo piu' ampio e con maggiore determinazione a creare uno strumento comune di stabilizzazione di bilancio di dimensioni e fattezze adeguate".

In precedenza lo stesso Draghi, facendo riferimento all'Italia, senza nominarla, aveva sostenuto che "ricreare spazio fiscale aumentando l'output potenziale attraverso riforme e investimenti pubblici e rispettando il quadro fiscale europeo aiuteraàa preservare la fiducia degli investitori nei paesi con un alto debito pubblico, bassa crescita e uno spazio fiscale limitato". 



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