Bankitalia: migliorano Pil e consumi ma soprattutto Centro Nord

(AGI) - Roma, 26 giu. - I segnali di miglioramentodell'economia italiana emersi nel corso del 2014 e nei primimesi del 2015 "sono presenti in tutte le aree del Paese, marisultano piu' frequenti al Nord, in particolare in alcuneregioni del Nord Est". E' quanto emerge dal rapporto di Bancad'Italia sull'economia delle regioni italiane del 2014. "Nel 2014 la prolungata flessione del Pil si e' arrestataal Centro Nord e si e' attenuata nel Mezzogiorno" si legge nelrapporto. Secondi stime Prometeia, che Bankitalia ricorda, nel2014 il prodotto avrebbe ristagnato nelle regionicentro-settentrionali, mentre sarebbe calato

(AGI) - Roma, 26 giu. - I segnali di miglioramentodell'economia italiana emersi nel corso del 2014 e nei primimesi del 2015 "sono presenti in tutte le aree del Paese, marisultano piu' frequenti al Nord, in particolare in alcuneregioni del Nord Est". E' quanto emerge dal rapporto di Bancad'Italia sull'economia delle regioni italiane del 2014. "Nel 2014 la prolungata flessione del Pil si e' arrestataal Centro Nord e si e' attenuata nel Mezzogiorno" si legge nelrapporto. Secondi stime Prometeia, che Bankitalia ricorda, nel2014 il prodotto avrebbe ristagnato nelle regionicentro-settentrionali, mentre sarebbe calato dell'1,9 per centonel Mezzogiorno. Nel rapporto, "la flessione degli investimenti harappresentato il principale freno alla crescita in tutte learee; essa e' stata piu' marcata nel Mezzogiorno". I risultatidell'indagine della Banca d'Italia sulle imprese con almeno 20addetti nell'industria in senso stretto e nei servizi privatinon finanziari (Invind) segnalano che "il calo del 2014 sarebbein gran parte attribuibile alle grandi imprese (500 addetti opiu'), che hanno ridotto gli investimenti in maniera piu'intensa nel Mezzogiorno rispetto al Centro Nord; in tutte learee, sono cresciuti gli investimenti delle imprese con meno di200 addetti, che avevano drasticamente ridotto l'accumulazionenei tre anni precedenti". Nei programmi delle imprese, nel 2015 gli investimenticrescerebbero in tutte le aree, piu' intensamente nel NordOvest e al Centro, trainati dai piani di accumulazione delleimprese di maggiore dimensione. In base ai dati Prometeia, alladinamica del prodotto del Centro Nord, interessato da unmiglioramento piu' pronunciato del clima di fiducia, "hacontribuito la timida ripresa dei consumi privati; questi hannoinvece continuato a calare nelle regioni meridionali, sia purea un ritmo piu' contenuto rispetto al 2013. E' aumentata inparticolare la spesa destinata all'acquisto di beni durevoli".Bankitalia ricorda che secondo Findomestic, "la crescita e'stata piu' forte al Nord e al Centro rispetto al Mezzogiorno". L'attivita' economica continua a essere fortementecondizionata dalle debolezze del quadro regolatorio e dallascarsa efficacia della Pubblica amministrazione. Quest'ultimanel Mezzogiorno fa registrare prestazioni in media peggioririspetto al Centro Nord, "ma con una elevata eterogeneita'all'interno delle stesse regioni meridionali". Secondo i dati Prometeia, nel 2014 la flessione del valoreaggiunto nell'industria in senso stretto e nelle costruzioni sie' attenuata in tutte le aree, a eccezione del Centro; inentrambi i comparti, l'intensita' del calo e' stata maggiorenel Mezzogiorno. Nel settore dei servizi, il valore aggiunto e'tornato a crescere nel Nord Est e al Centro, mentre e'diminuito ancora nel Mezzogiorno, sebbene con minore intensita'rispetto al 2013; nel Nord Ovest e' proseguita la lievecrescita gia' registrata l'anno precedente. Nel 2014 laproduttivita' del lavoro, misurata come rapporto fra valoreaggiunto a prezzi base e unita' standard di lavoro totali, sie' ridotta in tutte le aree a eccezione del Nord Ovest. Ilmiglioramento del 2014 emerge anche dagli indicatoriqualitativi sull'attivita' produttiva: secondo i datidell'indagine congiunturale sulle imprese manifatturieredell'Istat, le valutazioni delle imprese sul livello dellaproduzione e degli ordini sono migliorate in tutte le areeterritoriali. I saldi dei giudizi relativi al primo trimestredel 2015, pur rimanendo negativi in tutte le aree, confermanola tendenza a un progressivo miglioramento. Nel rapporto, si evidenzia che "dopo tre anni dicontrazione, la domanda di finanziamenti e' tornata a crescerenelle regioni centro-settentrionali ed e' risultata stabile nelMezzogiorno. Quelle finalizzate agli investimenti hanno ripresoa crescere al Nord, interrompendo la prolungata flessione;questa e' proseguita nel Mezzogiorno, sebbene in attenuazione,e si e' arrestata al Centro. Per la prima volta dalla fine del2008 le condizioni di offerta si sono distese; per le banchegrandi l'allentamento e' stato di intensita' analoga tra learee del Paese; per gli intermediari di minore dimensione essoha riguardato le regioni del Nord. Nel 2013 in base ai datiCerved il leverage delle imprese si e' ridotto, anche a causadel basso volume degli investimenti; il calo del grado diindebitamento e' stato diffuso tra le aree geografiche e leregioni". Secondo le stime di Prometeia ricordate daBankitalia, al CentroNord i consumi delle famiglie sono statil'unica componente della domanda interna che ha segnato unincremento, sostanzialmente in linea con la crescita delreddito disponibile in termini reali. Nel Mezzogiorno i consumiprivati sono invece calati, ma meno del reddito disponibile, inconnessione con una leggera flessione della propensione alrisparmio. Nel 2014 sono emersi i primi segnali di ripresadelle compravendite immobiliari, sebbene sul mercato continuinoa prevalere condizioni di debolezza. Le transazioni sonotornate ad aumentare in tutte le aree, in misura piu' marcataal Centro. In tutte le aree del Paese si e' attenuata laflessione dei prestiti per l'acquisto di abitazioni. Leerogazioni di nuovi mutui, in calo dal 2008, sono tornate acrescere, in misura piu' intensa nel Mezzogiorno. Alla ripresahanno contribuito sia l'allentamento, in tutte le macroaree,dei criteri di accesso ai finanziamenti, sia il miglioramentodelle prospettive del mercato immobiliare. Dopo circa untriennio di calo, le richieste di finanziamenti per l'acquistodi abitazioni sono cresciute in tutte le aree del Paese,rafforzandosi nella seconda meta' dell'anno. In media nel 2014i tassi sui nuovi contratti di mutuo si sono ridotti di oltrequattro decimi di punto rispetto all'anno precedente; laflessione ha riguardato sia il costo dei finanziamenti a tassofisso, che e' calato maggiormente nel Mezzogiorno e nel NordOvest, sia quello dei mutui a tasso variabile, che si e'ridotto di piu' al Centro.(AGI).

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