Sciopero ai caselli, code nel rientro dal Ponte 

Disagi in autostrada dalle 18 in poi. Astensione di 4 ore dai turni anche lunedì per il rinnovo dei contratti

Sciopero ai caselli, code nel rientro dal Ponte 
Telepass, Viacard casello autostradale (Imagoeconomica) 

Roma - Disagi e code a molti caselli autostradali per lo sciopero nazionale dei lavoratori del settore, ripreso alle 18 e che andrà avanti fino alle due di notte. Sulla rete di Autostrade per l'Italia il traffico di rientro nelle città e' molto intenso, ha fatto sapere la società, e si registrano disagi e un aumento dei tempi di attraversamento a causa della minore disponibilità di varchi aperti con esattore. Sono regolarmente in funzione, invece, i varchi con cassa automatica, quelli riservati alle tessere Viacard, bancomat e carte di credito (il cui utilizzo non comporta commissioni) e i varchi dedicati al Telepass.

La seconda fase dello sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sl è iniziata alle ore 18 in coincidenza con la fase piu' critica dei rientri di questo lungo ponte del 2 giugno. Autostrade per l'Italia consiglia pertanto ai viaggiatori di posticipare le partenze dopo la mezzanotte per raggiungere le città.

I sindacati hanno proclamato 4 ore di sciopero per ogni turno, nelle giornate del 5 e 6 giugno, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da cinque mesi. Durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale potranno essere chiusi per l'assenza degli esattori mentre rimarranno regolarmente aperti i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass. Autostrade per l'Italia ha fatto sapere che saranno comunque garantiti i servizi di assistenza al cliente, con la presenza di personale della Viabilità di Autostrade per l'Italia sulle tratte maggiormente trafficate e il funzionamento degli impianti per il pagamento del pedaggio che, si ricorda, è dovuto per legge.
   

I sindacati in una nota hanno lamentato che "le aziende hanno sostenuto sin dall'inizio una tesi bizzarra, mutuata dalla parte più retriva di Confindustria, Federmeccanica, in base alla quale, secondo calcoli non meglio identificati, i lavoratori di autostrade invece di vedersi aumentare le loro retribuzioni avrebbero dovuto dare dei soldi indietro alle aziende. Tale tesi non tiene assolutamente in conto che le modalità con cui si è definito il precedente rinnovo contrattuale è stato frutto di mediazioni, cinque rate nel triennio, cancellazione dell'indennità di trasferta e via elencando, e soprattutto che i conti del sindacato per gli aumenti retributivi non coincidevano con quelli fatti allora dalle aziende". (AGI)