Apple comprerà il cobalto per gli smartphone direttamente dalle società minerarie

Cupertino secondo Bloomberg avrebbe deciso di aggirare i produttori del metallo, per assicurasi migliaia di tonnellate del prezioso materiale

Apple comprerà il cobalto per gli smartphone direttamente dalle società minerarie 

Apple vuole rifornirsi del cobalto necessario per le batterie dei suoi iPhone direttamente dalle società di estrazione e non più dai produttori. A riportarlo Bloomberg, che scrive di trattative avviate dalla società di Cupertino per assicurarsi uno dei componenti chiave per il funzionamento degli smartphone (quelli a marchio Apple in circolazione sono circa 1,3 miliardi), in un contesto di una carenza determinata un eccesso di domanda. Secondo la news company, circa un quarto della produzione globale di cobalto viene utilizzato negli smartphone e i colloqui mettono in evidenza la rapida crescita della domanda di batterie per veicoli elettrici e il pericolo di una carenza di materia prima.

Nel dettaglio, Apple sta cercando di assicurarsi migliaia di tonnellate di cobalto all'anno per cinque anni o anche di più, secondo la fonte anonima citata da Bloomberg. Il progetto però è in diretta concorrenza con case automobilistiche e con gli stessi produttori di batterie. Bmw, Volkswagen, Samsung sono impegnati allo stesso modo nel chiudere contratti pluriennali di cobalto e garantirsi sufficienti forniture di metallo per soddisfare gli ambiziosi obiettivi in fatto di produzione di veicoli elettrici.

Il cobalto è un ingrediente essenziale nelle batterie agli ioni di litio per gli smartphone ma, mentre un cellulare utilizza circa 8 grammi di minerale raffinato, una batteria per un'auto elettrica ne richiede almeno 1.000 volte di più. Anche il prezzo del metallo risente della domanda ed è più che triplicato negli ultimi 18 mesi, attestandosi ora a circa 80 mila dollari a tonnellata. Due terzi delle forniture provengono dalla Repubblica Democratica del Congo, estratto da società che utilizzano lavoro minorile, come segnalato da Amnesty International. 



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