Apple ha un problema anche in India

I produttori di smartphone combattono per farsi spazio in un altro, enorme, mercato: l'India. Lo scenario cambia, ma con una scostante: Apple perde terreno

Apple ha un problema anche in India 

Non c'è solo la Cina. I produttori di smartphone combattono per farsi spazio in un altro, enorme, mercato: l'India. Lo scenario cambia, ma con una scostante: Apple perde terreno. Secondo un'analisi di Counterpoint Research, nel 2018 ha venduto praticamente la metà del 2017: 1,7 milioni di iPhone contro 3,2. Il classico elefante nella cristalleria si chiama OnePlus, marchio cinese che, ad appena quattro anni dal lancio in India, ha saputo imporsi come primo produttore nella fascia medio-alta.

OnePlus, il cinese d'India

Per quanto offra anche dispositivi a basso costo e la spesa media sia lontanissima da quella di Apple, OnePlus infastidisce Samsung e la Mela sul loro campo. Nel secondo trimestre 2018 ha conquistato il 40% degli smartphone oltre i 400 dollari. È vero: con iPhone e Galaxy a ridosso o oltre i mille dollari, Counterpoint inserisce nello stesso gruppo smartphone anche molto diversi e con differenze di prezzo notevoli. Ma i dati indicano comunque che il mercato indiano non è in grado di assorbire prezzi top, soprattutto se esistono alternative affidabili da 400-600 dollari.

OnePlus non è solo India, ma il suo successo nel secondo Paese più popoloso del mondo è singolare. Su scala globale, infatti, la sua quota di mercato tra i dispositivi oltre i 400 dollari è del 2%. Guida ancora Apple (43%), seguita da Samsung (24%), Oppo (10%), Huawei (9%) e Xiaomi (3%). Attenzione però: “Tra i i brand cinesi nel segmento premium – afferma l'analisi – solo Huawei e OnePlus hanno un'ampia copertura geografica”.

Cioè un fatturato che non dipende da un solo Paese. Il 95% delle vendite di Oppo, Vivo e Xiaomi arrivano dalla Cina, mentre OnePlus (oltre a correre in India) si sta facendo strada anche in Europa occidentale: nel segmento premium allargato, OnePlus (grazie soprattutto al OnePlus 6) è quarto produttore alle spalle dei “big 3” Apple, Samsung e Huawei. È terzo in Svezia, quarto in Francia, Germania, Olanda e Regno Unito, quinto in Italia.

Le mosse di Apple e Samsung

Lo scenario cambia in base al prezzo. Nella fascia tra i 600 e gli 800 dollari, Apple e Samsung valgono l'85% del mercato globale. E la Mela domina le vendite oltre questa soglia, con una quota dell'88%. L'analisi prevede una crescente competizione nel segmento 400-600 dollari, dove oggi i leader sono Oppo e Apple.

Perdere quota nei due Stati più popolosi al mondo, però, non è un buon segnale per Cupertino. Perché da India e Cina non dipendono solo le vendite attuali ma anche (e soprattutto) quelle future. La Mela potrebbe produrre in India o cercare altre soluzioni per abbassare i prezzi. Difficile pensare, però, che Cupertino possa trasformarsi di colpo in un produttore di fascia media.

Più probabile che, visto lo scenario, sacrifichi quota di mercato e acceleri la transizione in una società prevalentemente di servizi. Samsung, che in India ha perso la leadership nel trimestre a vantaggio di OnePlus, ha il vantaggio di poter puntellare più face di mercato. Proverà a riequilibrare il bilancio investendo sulla crescita tra gli smartphone economici. Il gruppo sud-coreano ha infatti confermato che la nuova linea Galaxy M sbarcherà prima in India e solo dopo altrove. Punta a conquistare gli utenti più giovani, con prezzi a partire da circa 140 dollari.  



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