Tra virus cinese, Brexit e Fed: la settimana di fuoco dei mercati

Gli ultimi giorni del primo mese del 2020 appaiono complicati per l'economia mondiale messa sotto pressione dagli effetti del coronavirus e dall'uscita imminente della Gran Bretagna dall'Europa

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L'ultima settimana di gennaio si preannuncia impegnativa per i mercati, messi sotto pressione dall'impatto della 'polmonite' cinese, dall'impeachment di Donald Trump, dalla riunione della Fed, dall'avvio ufficiale della Brexit a tre anni dal referendum, dall'ultima riunione della Banca d'Inghilterra prima dell'uscita di scena del Governatore Mark Carney e dal dato del Pil Usa nel quarto trimestre.

Il coronavirus pesa ancora sui mercati

Il virus cinese non smette di impaurire i mercati globali, anche se per gli esperti questo contagio, che tanto somiglia alla Sars e la cui diffusione è stata ampliata dal grande traffico di viaggiatori del Capodanno cinese, dovrebbe essere di breve durata, perché il suo impatto è più psicologico che reale. Al momento, comunque, l'escalation di contagi e vittime è forte: in Cina si contano 2.500 infettati e 80 morti.

Le autorità di Pechino hanno prolungato fino al 2 febbraio le vacanze per l'Anno Lunare, il Capodanno cinese, e hanno chiuso i principali uffici per evitare un'ulteriore diffusione del coronavirus negli uffici. Inoltre si calcola che l'economia del Dragone potrebbe risentirne e scendere, almeno per un trimestre, sotto il 6% di crescita, con ripercussioni sul prezzo del petrolio e sull'esportazione di numerosi beni, in particolare quelli di lusso.

Impeachment di donald trump​

Proseguirà questa settimana il processo sull'impeachment di Donald Trump: due le principali accuse nei suoi confronti: abuso di potere nei confronti dei rapporti con l'Ucraina e ostruzione alle indagini del Congresso.

Il Fomc della Fed si riunisce il 28-29 gennaio

Il Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed, si riunisce il 28-29 gennaio. Gli analisti non si attendono nessuna decisione sui tassi per mercoledì sera. Il presidente Jerome Powell resterà in attesa degli sviluppi della situazione per questo inizio di 2020, che si preannuncia abbastanza calmo dopo l'accordo tra Usa e Cina sulla fase uno. Tuttavia c'è attesa per quello che dirà sugli effetti del virus cinese sull'economia. Nel 2019 la Fed ha già tagliato i tassi tre volte, nonostante il buon andamento dell'economia Usa.

L'ultima riunione della Boe di Mark Carney​

L'incontro di politica monetaria della Banca di Inghilterra (Boe) della prossima settimana sarà l'ultimo guidato dal governatore Mark Carney, il cui mandato scade a marzo, e prima dell'addio ufficiale di Londra all'Ue. Carney ha già detto all'inizio di questo mese che la Boe ritarderà qualsiasi aumento dei tassi di interesse fino a quando l'inflazione non sarà ben al di sopra dell'obiettivo prefissato, ma gli analisti si dividono tra chi non esclude una sforbiciata subito e chi è convinto che Carney lascerà questa decisione al suo successore Andrew Bailey, che gli subentrerà il prossimo 16 marzo.

Venerdì prossimo l'addio di Londra all'Ue

Venerdì prossimo la Brexit smetterà di essere annunciata e il Regno Unito lascerà ufficialmente l'Unione europea a più di tre anni dopo il referendum. Il disegno legge sul ritiro ha eliminato l'ultimo ostacolo parlamentare e ha ricevuto il consenso reale da parte della regina Elisabetta II la scorsa settimana. Ora manca solo l'approvazione del Parlamento europeo. Dalla prossima settimana avrà inizio una transizione di 11 mesi che manterrà invariati i rapporti commerciali e di sicurezza tra Londra e Bruxelles, in attesa del negoziato definitivo sulla Brexit.

Pil Usa atteso in crescita del 2,1% nel quarto trimestre

Venerdì prossimo dagli Usa arriverà il primo dato sul Pil statunitense nel quarto trimestre. Gli economisti si aspettano che l'economia cresca del 2,1% annuale, gravata da una spesa per consumi più contenuta e da un'attività commerciale ridotta.  



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