Alimentare: Regno Unito nuova frontiera per made in Italy

Roma - Commercializzare prodotti italiani nel Regno Unito, e a Londra in particolaresignifica avere a che fare con un mercato multietnico e multiculturale

Alimentare: Regno Unito nuova frontiera per made in Italy
 Cucina mediterranea prodotti cibo italiano (pixabay)

Roma - Commercializzare prodotti italiani nel Regno Unito, e a Londra in particolare, significa avere a che fare con un mercato multietnico e multiculturale, dove i consumatori inglesi si amalgamano con popolazioni musulmane, indiane e di tutta Europa. Sono quindi necessari un approccio e una strategia di marketing che consentano ai produttori italiani di affrontare la sfida posizionandosi in maniera adeguata. Questa nuova opportunità per le imprese nazionali dell'enogastronomia, che godono soprattutto nei Paesi anglosassoni di una grande considerazione in termini di qualità e sicurezza alimentare, è stata presentata a Cremona nell'ambito de il BonTà, il Salone del prodotti tipici di alta gamma, in un seminario organizzato da CremonaFiere in collaborazione con le Camere di Commercio di Bergamo, Mantova e della stessa Cremona.
Una piazza multiculturale in cui l'Italia rappresenta il 6,43% delle importazioni alimentari. Il mercato del Regno Unito è stato spiegato da Laura Bianchini, giovane manager italiana che opera sulla piazza londinese da alcuni anni e che, con la sua società Twenty Ways, sta pilotando già diversi produttori nazionali nella loro penetrazione commerciale nel Paese.
A seguire, Antonietta Kelly, responsabile del comparto agro-alimentare dell'ufficio ICE di Londra, è intervenuta in videoconferenza per spiegare come "lo scorso anno le esportazioni italiane di prodotti alimentari e bevande verso il Regno Unito abbiano superato la soglia dei 2,3 miliardi di sterline, rappresentando il 6,43% della quota di mercato complessiva". In evidenza la performance del vino, che con oltre tre milioni di quintali di prodotto esportato ha fatturato piu' di 541 milioni di sterline. La produzione italiana è leader nel mercato britannico nei settori della pasta e delle conserve di pomodoro, e detiene le migliori performance sia in termini di valore che di quantitativi esportati (con la sola eccezione del fatturato per il vino, nel quale primeggiano ancora i produttori francesi). Molto elevate anche le quote di mercato per i nostri formaggi, i salumi e l'olio d'oliva.